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I farmacisti in prima fila per rendere il farmaco più sicuro

Presentato a Roma “Sicurezza dei pazienti e Gestione del Rischio clinico: la Qualità dell’assistenza farmaceutica”, il manuale realizzato dalla Federazione degli Ordini su incarico del Ministero della Salute

Roma, 22 settembre 2010 – La cronaca riporta con sempre maggior frequenza fatti che ricordano quanto sia importante la gestione del rischio clinico per assicurare standard di cura sempre più elevati “In particolare, quando si tratta delle terapie farmacologiche, nelle quali sono sempre possibili errori al momento della prescrizione, della dispensazione e dell’assunzione dei medicinali, nell’ospedale come sul territorio, è fondamentale la formazione degli operatori sanitari, medici e farmacisti, per ridurre al minimo i rischi connessi all’attività di cura. Una ricerca dell’Institute of Medicine statunitense mostra che gli errori clinici hanno determinato nel 2006 una maggiore spesa pari a oltre 37 miliardi di dollari, 17 dei quali vanno attribuiti a incidenti prevenibili: c’è dunque un ampio margine di miglioramento a tutto vantaggio del paziente ma anche del bilancio del servizio sanitario” spiega Andrea Mandelli, Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, al termine del seminario “Qualità e sicurezza delle cure nell’uso dei farmaci: Raccomandazioni, Formazione ed Integrazione” organizzato dall’Ufficio III del Dipartimento della Qualità, Direzione Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero (Roma, 22 settembre 2010) diretto dal dottor Alessandro Ghirardini.

A sottolineare l’importanza della giornata e del progetto è stata la presenza del Ministro della Salute, professor Ferruccio Fazio, che ha aperto i lavori della giornata, ricordando alcuni principi fondamentali. Per esempio, se è vero che comunque deve essere salvaguardata la discrezionalità del medico, è doveroso implementare linee guida e sistemi di controllo ben definiti cui attenersi per ridurre l’errore nel processo di cura. Il Ministro ha poi avuto parole di apprezzamento per il lavoro svolto in questa occasione, ribadendo lo spirito ci collaborazione con la Federazione degli Ordini dei Farmacisti e l’importanza del farmacista nella Sanità italiana.

Il seminario ha riassunto i molti interventi che il Dipartimento ha condotto sul tema della sicurezza dell’impiego dei farmaci, a cominciare dalla realizzazione di un manuale rivolto ai farmacisti “Sicurezza dei pazienti e Gestione del Rischio clinico: la Qualità dell’assistenza farmaceutica”, affidata alla Federazione degli Ordini e che ha visto la collaborazione di tutte le componenti della professione, a cominciare dai Farmacisti Ospedalieri rappresentati dalla SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera). Dal Manuale è stato tratto anche un corso ECM FAD che sarà offerto a tutti i farmacisti italiani, una modalità di formazione nella quale la Federazione gli Ordini vanta una notevole esperienza (oltre 20.000 partecipanti nell’edizione 2009-2010). “Nel manuale e nel corso FAD” prosegue Andrea Mandelli “vengono trattati i principi della gestione del rischio clinico con una grande attenzione alle situazioni concrete, non soltanto articolando gli interventi in base ai diversi ambiti in cui il farmaco viene impiegato (ospedale, territorio e ambiti particolari come le residenze sanitarie o gli istituti di pena) ma anche illustrando le classi di farmaci per i quali l’epidemiologia ha rivelato una particolare concentrazione di errori nella pratica clinica a livello internazionale”. Questo progetto sul rischio clinico legato al farmaco, dunque, presenta molti elementi di novità e, soprattutto, tiene conto di una realtà fondamentale del nostro tempo e cioè la presenza del farmaco in tutti i momenti della vita del cittadino e, di conseguenza, la necessità di realizzare una catena ininterrotta degli specialisti del farmaco, dall’ospedale al territorio, capace di assicurare, ovunque si ricorra a un medicinale, gli stessi standard di sicurezza, efficacia e appropriatezza. “E’ una necessità che il Ministero ha colto appieno, che risponde alle attuali tendenze della nostra sanità, che individua l’ottimizzazione dell’uso delle risorse e il miglioramento della qualità del servizio nella territorializzazione dell’assistenza, nell’espansione dei trattamenti domiciliari e nella maggiore integrazione tra ospedale e territorio” conclude il Presidente della Federazione degli Ordini. “Un processo di riorganizzazione e di ammodernamento nel quale i farmacisti possono svolgere un ruolo determinante”.

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