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Toxoplasma: le strategie biochimiche di difesa del parassita

Il parassita produce una proteina che inattiva gli enzimi cellulari che romperebbero la membrana protettiva del microambiente che esso si crea all’interno della cellula

Una variazione in un gene del batterio è all’origine delle forme più gravi di toxoplasmosi, la malattia provocata daToxoplasma gondii. La scoperta è stata fatta da ricercatori della Washington University School of Medicine in St. Louis che hanno mostrato come la proteina espressa da quel gene, chiamata ROP18, è in grado di inattivare alcuni meccanismi naturali di difesa che permettono all’organismo di opporsi al parassita. Quando Toxoplasma penetra in una cellula dell’ospite, forma infatti una sorta di bolla dotata di una membrana protettiva che gli permette di prosperare in un ambiente cellulare altrimenti ostile.

In questo studio, condotto sui topi, i ricercatori diretti da L. David Sibley hanno in particolare mostrato che la proteina ROP18 si lega a una classe di proteine dell’ospite dette GTPasi correlate all’immunità, così da innescare una reazione capace di disattivarle e impedendo così loro di rompere la membrana protettiva del parassita, come altrimenti farebbero.

“Con un’eccezione, l’essere umano non possiede la stessa famiglia di GTPasi del topo, tuttavia abbiamo un gruppo di proteine di riconoscimento immunitario molto simili. Per questo stiamo studiando se proteine derivate da ROP18 disattivano nelle cellule umane queste proteine in modo analogo”, ha detto Sarah Fentress, prima firmataria dell’articolo pubblicato su Cell Host & Microbe in cui viene descritto lo studio.

“Trovando terapie in grado di bloccare la ROP18 e altre analoghe proteine parassitarie, potremmo dare una mano all’ospite nella battaglia contro l’infezione”.

La scoperta può essere utile anche nella lotta ad altre parassitosi.Toxoplasma appartiene alla stessa famiglia di parassiti a cui appartiene anche Plasmodium, l’agente eziologico della malaria, che utilizza lo stesso meccanismo per prosperare all’interno delle cellule. “Plasmodium non produce la ROP18, bma una proteina simile, detta FIKK. E’ possibile che anche questa agisca in modo da inattivare meccanismi di difesa come le GTPasi simili”, ha concluso la Fentress

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