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Virus H1N1 avvicina la ricerca al vaccino antinfluenzale universale

Cinque degli anticorpi isolati erano in grado di legarsi a tutti ceppi dell’influenza stagionale H1N1 dell’ultimo decennio, a quello della “Spagnola” e anche a un ceppo virulento dell’aviaria H5N1

La strada per la creazione di un vaccino antinfluenzale universale – tanto cercato quanto spesso ritenuto irrealizzabile – potrebbe aver fatto un notevole passo in avanti grazie a una ricerca sul ceppo del 2009 del virus H1N1. Ricercatori della Emory University School of Medicine e dell’Università di Chicago hanno infatti scoperto che diversi pazienti infettati da quel ceppo influenzale hanno sviluppato anticorpi in grado di proteggerli contro un’ampia varietà di ceppi dei virus influenzali.



Commentando il risultato dello studio, pubblicato sul Journal of Experimental Medicine, Jens Wrammert, primo autore dell’articolo ha detto: “I nostri dati mostrano che l’infezione con il ceppo virale della pandemia del 2009 ha indotto la produzione di anticorpi ampiamente protettivi, che solo molto di rado si osservano dopo un’influenza stagionale o dopo una vaccinazione contro di essa”.

“Questa scoperta mostra che questo tipo di anticorpi può essere indotto nell’uomo se il sistema immunitario riceve la giusta stimolazione e suggerisce che una vaccinazione antinfluenzale universale sia possibile.”

I ricercatori hanno identificato globuli bianchi che producevano anticorpi contro il virus dell’influenza, per quindi passare a isolare dalle singole i geni responsabili della produzione di quegli anticorpi. Successivamente hanno sfruttato questi geni per produrre in coltura cellulare 86 varietà di anticorpi e testarli su ceppi influenzali.

Cinque degli anticorpi isolati erano in grado di legarsi a tutti ceppi dell’influenza stagionale H1N1 dell’ultimo decennio, a quello della devastante “Spagnola” e anche a un ceppo virulento dell’aviaria H5N1.

Alcuni degli anticorpi identificati dai ricercatori si legano a una parte del virus che muta molto più lentamente delle altre, l’emoagglutinina, la proteina che permette al virus di agganciarsi alla cellula e quindi infettarla.

Gli anticorpi da cui sono stati ricavati i geni efficaci provenivano tutti da pazienti che nel 2009 avevano contratto la malattia in una forma particolarmente severa, probabilmente perché – osservano i ricercatori, non erano in precendenza mai venuti in contatto con alcun altro ceppo del virus H1N1.

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