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Tecnica ‘allena’ il sistema immunitario ad accettare trapianti eterologhi

Le cellule del sistema immunitario possono essere ‘riprogrammate’ per impedire che attacchino gli organi ricevuti da un donatore con un trapianto, eliminando cosi’ la necessita’ di assumere farmaci immunosoppressori.

A sviluppare questa rivoluzionaria tecnica e’ stato un gruppo di ricercatori della King’s College di Londra in uno studio pubblicato sulla rivista ‘Science Translational Medicine’. Il nuovo metodo fa si’ che il corpo del ricevente ‘pensi’ che l’organo donato sia una parte naturale del proprio corpo. Questo significa non solo non dover assumere farmaci costosi per tutta la vita, ma anche che gli organi donati durino per un tempo indeterminato. “Speriamo che questo sia il Santo Graal che permetta al ricevente di tollerare completamente l’organo trapiantato per il resto della sua vita”, ha detto Pervinder Sagoo, coautore dello studio. Attualmente i pazienti che hanno subito un trapianto devono assumere farmaci immunosoppressori circa tre volte al giorno per impedire che il nuovo organo sia rigettato.

Tuttavia queste medicine indeboliscono il sistema immunitario, lasciando spesso il paziente in balia di infezioni e tumori. Gli organi trapiantati, inoltre, possono durare meno di 10 anni. Grazie al nuovo approccio questi problemi potrebbero scomparire: il sistema immunitario continuerebbe a lavorare come se non ci fosse alcun nuovo tessuto impiantato dall’esterno. La tecnica funziona mescolando le cellule immunitarie del donatore e del ricevente in laboratorio per produrre in questo modo cellule ibride che vengono copiate milioni di volte. Queste poi, iniettate nel ricevente, si diffondono in tutto il corpo e ‘riprogrammano il sistema immunitario. La tecnica e’ gia’ stata sperimentata con successo negli animali e alla fine di quest’anno dovrebbero partire i primi studi clinici sugli esseri umani. La speranza e’ quella di vederla entrare a regime nei prossimi 10 anni .

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