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Tumore dell’utero: secondo Veronesi potrebbe essere definitivamente debellato

”Quello dell’utero e’ un tumore che potenzialmente puo’ scomparire dalla faccia della Terra: abbiamo tutti gli strumenti per fare un grande balzo in avanti, e sbarazzare l’umanita’ da questa malattia”.

tumore dell'endrometrio

A dirlo e’ Umberto Veronesi, direttore dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, che ha presentato oggi un nuovo ‘percorso’ all’interno del suo centro per ottimizzare la cura di questa patologia. Le armi che gli oncologi hanno contro il cancro dell’utero, continua Veronesi, sono ”il vaccino, il pap test, l’Hpv test e gli strumenti di terapia efficacissimi, che oggi ci permettono di risparmiare l’attivita’ riproduttiva della donna. Ma ci sono due problemi: il primo e’ che le donne devono entusiasmarsi per questa grande idea, e diventare parte attiva” della lotta. Un secondo problema e’ invece a livello mondiale: ”Siamo nella condizione di far sparire questa malattia dal nostro Paese, ma in altre nazioni le cose sono piu’ difficili. In Africa, India e buona parte dell’America Latina il cancro dell’utero e’ ancora il tumore numero uno della donna. Bisogna cominciare a pensare a un progetto internazionale, perche’ tutto quello che abbiamo per contrastarlo venga trasferito anche agli altri Paesi”.

E’ anche per questo che l’Ieo ha deciso di creare il nuovo ‘percorso’ di cura, dove i pazienti ”vengono valutati collegialmente – dicono i responsabili – e decidiamo tutti insieme qual e’ il migliore intervento per quella persona”. A livello internazionale, invece, la struttura sta portando avanti ”un esperimento in Madagascar – aggiunge Veronesi – dove abbiamo introdotto il pap test prima, e poi il vaccino tra le ragazzine. Ottenendo un successo ben piu’ alto di quanto ci aspettassimo”. ”Ad oggi – commenta Mario Sideri, direttore della Ginecologia preventiva – vediamo 3.500 tumori l’anno in Italia, ma dovremmo vederne zero, o al massimo 2-300. L’Italia e’ stato il primo Stato in Europa a dare la vaccinazione a una coorte di ragazzine. La copertura al momento e’ di circa il 50%, ancora insufficiente: ci sono picchi virtuosi dell’80-90% in alcune Regioni, e percentuali sotto il 30% in altre”, come la Campania. Anche in Lombardia, conclude Sideri, ”la copertura e’ del 54%, che e’ poco. Servirebbe arrivare all’80-90%”.(ANSA).

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