Siena: via allo sviluppo vaccino…

[caption id="attachment_7…

La percezione visiva migliorata …

Anche chi vede bene non s…

Come si adatta il cervello allo …

Come si adatta il cervell…

Diabete e ictus: la genetica ind…

[caption id="attachment_8…

Linagliptin riduce in modo signi…

I risultati degli studi…

Mamma, vado all’asilo. Tutti i c…

Decidere di mandare un ba…

Tumori sfuggono al sistema immun…

[caption id="attachment_6…

Prima interfaccia cerebrale uomo…

Comandare il moviment…

EPAC ONLUS plaude alla prima ris…

[caption id="attachment_7…

Telethon al S. Raffaele, scopre …

La scoperta, realizza…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Ictus: anche quelli di lieve entità possono essere portatori di gravi conseguenze

Anche se apparentemente privi di conseguenze, lievi ictus possono provocare disturbi nascosti, tra cui la depressione, disturbi della vista e difficolta’ a pensare.

E’ quanto emerge da uno studio presentato oggi al Canadian Stroke Congress. Lo studio prevede nuove linee guida per il trattamento e la gestione di ictus lievi, che rappresentano i due terzi di tutti gli ictus e di solito comportano una degenza di 1-5 giorni. Annie Rochette, ricercatore presso l’Universita’ di Montreal, ha intervistato insieme al suo team 200 persone in Quebec, Ontario e Alberta entro le prime sei settimane dall’ictus.

“Non c’e’ cosa peggiore di un leggero ictus”, ha osservato Rochette, che descrive gli alti tassi di insonnia e di depressione tra i partecipanti allo studio. Quasi un quarto degli intervistati presentavano, infatti, sintomi depressivi. “Questi pazienti devono affrontare sfide enormi nella loro vita quotidiana”, ha aggiunto la ricercatrice. I partecipanti allo studio erano generalmente piu’ giovani rispetto alle persone che hanno ictus piu’ gravi. L’eta’ media dei partecipanti era di 62 anni, mentre il 75 per cento degli ictus gravi si verificano in persone di eta’ superiore ai 65 anni. Le persone intervistate hanno mostrato preoccupazione di tornare al lavoro, e solo pochi di loro sono stati sottoposti a screening per disturbi visivi o cognitivi, che non sono cosi’ facilmente individuabili come le menomazioni del movimento. Quasi il 25 per cento dei pazienti con ictus lieve sono statti visitati solo presso il pronto soccorso. “Questo vuol dire che terapisti, neuropsicologi e logopedisti, che di solito fanno questo tipo di diagnosi, di solito non vedono questo tipo di pazienti”, ha aggiunto Rochette. “Ai pazienti viene detto di vedere il loro medico di famiglia, ma non viene fornito alcun dato o altri strumenti di riabilitazione”, ha precisato. “Quando essi si mettono nuovamente alla guida hanno paura. Questo studio sfata il mito che ictus lievi non portano ad alcuna conseguenza”.
Michael Hill, portavoce della Heart and Stroke Foundation, avverte che ictus lievi possono essere un avvertimento di un nuovo ictus futuro. “Le persone che hanno avuto un leggero ictus hanno cinque volte di probabilita’ in piu’ di subire un nuovo ictus entro due anni due anni rispetto alla popolazione generale”, ha affermato Hill. “Il trattamento adeguato e la gestione dei fattori di rischio puo’ aiutare a prevenire un nuovo evento”. Oltre a gestire i fattori di rischio, egli osserva che il trattamento dei sintomi della depressione dovrebbe essere in cima all’agenda. “Per il paziente depresso nel corso del recupero da ictus, i farmaci e la consulenza possono essere un aspetto importante della cura del paziente”, ha concluso.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!