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Carcinoma mammario: un nuovo trattamento offre nuove speranze

Risultati positivi per lo studio registrativo di Fase III su pertuzumab nel carcinoma mammario metastatico HER2-positivo, con un miglioramento di 6,1 mesi nella sopravvivenza libera da progressione mediana, che passa da 12,4 a 18,5 mesi. L’annuncio e’ stato dato al 34esimo San Antonio Breast Cancer Symposium (SABCS) CTRC-AACR, che chiude i lavori domani, dove e’ stato presentato Cleopatra, il primo studio randomizzato di fase III con il farmaco ‘target’ rivolto verso HER2, pertuzumab.

Lo studio ha posto a confronto la combinazione di pertuzumab, trastuzumab e chemioterapia a base di docetaxel con trastuzumab e docetaxel in pazienti con carcinoma mammario metastatico (mBC) HER2-positivo non precedentemente trattato. I pazienti trattati con il farmaco prodotto dalla Roche, in combinazione con trastuzumab e chemioterapia, hanno ottenuto una riduzione pari al 38% del rischio di peggioramento della malattia o di mortalita’. La PFS mediana e’ migliorata di 6,1 mesi (da 12,4 mesi per trastuzumab e chemioterapia a 18,5 mesi per pertuzumab, trastuzumab e chemioterapia).

I dati sulla sopravvivenza globale (OS) sono attualmente immaturi, riferiscono gli esperti, con una tendenza a favore della combinazione con pertuzumab. Non si sono osservati nuovi segnali sulla sicurezza della terapia e gli eventi avversi sono stati in linea con quelli verificatisi in studi precedenti con pertuzumab e trastuzumab, in associazione o in monoterapia. I risultati saranno inseriti nel programma stampa ufficiale del SABCS. I dati sono stati pubblicati nell’edizione on line del New England Journal of Medicine.
Genentech ha presentato alla FDA la Biologics License Application (richiesta di licenza per il commercio dei farmaci) per pertuzumab per le pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2-positivo non precedentemente trattato e Roche ha presentato all’Agenzia europea la domanda per l’autorizzazione al commercio per pertuzumab nella stessa indicazione. “Studiamo la via di trasduzione del segnale dell’HER2 da 30 anni con l’obiettivo di offrire farmaci personalizzati alle pazienti affette da carcinoma mammario HER2-positivo”, ha spiegato Hal Barron, M.D., Chief Medical Officer e Head, Global Product Development, “questi risultati mostrano che presto saremo in grado di migliorare l’attuale standard terapeutico, costituito da trastuzumab piu’ chemioterapia, in modo da aiutare le pazienti affette da questa forma avanzata di cancro”. Si ritiene che i meccanismi di azione di pertuzumab e trastuzumab siano complementari tra loro, poiche’ entrambi si legano al recettore HER2, ma in regioni differenti del recettore stesso, potendo cosi’ fornire un blocco piu’ completo delle vie di trasduzione del segnale di HER.

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