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martedì, Ottobre 19, 2021

L’obesità può determinare un calo della forza nei gameti maschili

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Negli ultimi decenni, parallelamente alla crescita del fenomeno obesità, la qualità del liquido seminale è andata sempre più peggiorando.

Alcuni studi stimano che nei maschi statunitensi la qualità del liquido seminale vada riducendosi dell’1,5% l’anno. In Italia, la rilevazione annuale dell’Istat indica che dal 2001 al 2009 la prevalenza dell’obesità negli adulti ha mostrato un trend in lieve aumento, dall’8,3% al 10,1%. Questo andamento si osserva in entrambi i sessi, ma più marcatamente negli uomini: nel 2009 l’obesità ha interessato l’11,1% dei maschi e il 9,2% delle femmine. Dei meccanismi fisiopatologici che spiegano una correlazione tra obesità e infertilità, al XXVII Convegno di medicina della riproduzione in corso ad Abano Terme (Padova) ha relazionato Andrea Fabbri, direttore dell’Unità operativa complessa di endocrinologia e diabetologia dell’ospedale S.Eugenio Cto A. Alesini di Roma – Dipartimento di medicina interna università di Roma Tor Vergata.

“L’obesità maschile si associa a una ridotta fertilità e probabilmente a una maggior fragilità degli spermatozoi ai danni determinati dai contaminanti ambientali – ha spiegato Fabbri – Le cause di questo fenomeno possono dipendere da un calo dei livelli di testosterone e dall’aumento degli estrogeni che si associano all’obesità; da un aumento/un’alterata funzione dei livelli di adipochine (leptina) che si associano all’obesità; da una riduzione del numero delle cellule testicolari che nutrono il processo di spermatogenesi (le cellule di Sertoli)”.
Studi sono in corso per confermare le prime due ipotesi, ha continuato l’esperto: “Sono volti a verificare se il tempo di obesità, mesi/anni, può rappresentare un determinante importante dell’effetto deleterio dell’obesità maschile sulla funzione dello spermatozoo e della fertilità maschile, quale ormone/adipochina è principalmente coinvolto, come questo accade, e infine se l’obesità infantile può avere un impatto successivo sul grado di fertilità dell’adulto”.

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