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La discesa dei prezzi è figlia del generico

Giusto sottolineare la discesa dei prezzi dei medicinali in Italia, come ha fatto Farmindustria, ma senza dimenticare che questo fenomeno non si sarebbe prodotto senza la presenza dei farmaci generici.

 

Roma, 14 marzo 2012 – “Leggo con interesse quanto affermato dal Presidente di Farmindustria Scaccabarozzi in merito ai dati diffusi dall’Istat sull’andamento del prezzo al consumo dei prodotti farmaceutici”, dichiara il Presidente AssoGenerici Giorgio Foresti. “Tuttavia ci si dimentica” prosegue Foresti, “che l’impulso alla diminuzione dei prezzi è sempre stato generato dalla sana concorrenza dei medicinali generici, che, questi sì, hanno certamente fatto la loro parte negli ultimi 10 anni”.

Per il presidente Giorgio Foresti è ingiusto porre sullo stesso piano l’intero settore farmaceutico quando si parla di riduzioni del prezzo o addirittura di ripiano della spesa farmaceutica. “Solo qualche settimana fa’ le nostre aziende sono state chiamate a ripianare oltre il 17% del valore dello sfondamento della spesa territoriale 2010 a carico dell’industria, pur coprendo solo il 7% del mercato a valori ed avendo generato risparmi medi annuali di oltre 300 milioni di euro”.

“In questi anni” conclude Foresti “il generico ha rappresentato il principale elemento moderatore della spesa, ma ancor di più lo spauracchio per indurre i produttori di farmaci branded, detentori ancora oggi dell’80% del mercato fuori brevetto, ad abbassare i loro prezzi al livello dei generici. Ben venga quindi la proposta del Presidente di Farmindustria di reinvestire in accesso e remunerazione dell’innovazione i risparmi derivanti dall’incremento dell’uso dei farmaci generici, ma smettiamo di boicottare in maniera costante ogni tentativo di liberalizzare il mercato farmaceutico che in tutto il mondo vede questo circolo virtuoso generici/innovazione perfettamente in funzione sin dagli anni ottanta”.  

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