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Lotta al diabete: Verso la partnership tra Italia e Qatar

Il diabete colpisce quasi il 12% della popolazione del Golfo, con un tasso due volte più elevato che nel resto del mondo

A Tor Vergata una delegazione araba si confronta col rettore Renato Lauro

Roma, 7 marzo – Una rappresentanza del Ministero della Salute del Qatar, guidata dal Prof. Sheikh Dr Mohamed Al-ThaniDirettore del Public Health, Supreme Council of Healthe dal Dott. Abdulla Al-HamaqExecutive Director della Qatar Diabetes Association/Qatar Foundation, ha visitato oggi l’Italian Diabetes Barometer Observatory dell’Università di Roma Tor Vergata, per avviare una collaborazione con l’ateneo romano nell’ambito della prevenzione e cura del diabete, promuovendo progetti di eccellenza nell’ambito della prevenzione e nel monitoraggio degli outcome clinici ed economici correlati a questa patologia.

Il Prof. Renato Lauro, Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata e Presidente dell’Italian Barometer Diabetes Observatory e, di recente nominato membro della Qatar Foundation, ha illustrato alla delegazione del Qatar, le strategie nella lotta al diabete nel nostro Paese, aprendo, di fatto, con questo incontro, una collaborazione con l’Emirato arabo, dove il diabete è una vera e propria emergenza sanitaria. Questo sarà possibile attraverso un accordo di programma che verrà firmato nei prossimi mesi e che permetterà a un’equipe di ricercatori italiani di sviluppare nei prossimi anni programmi di ricerca e prevenzione nell’emirato arabo, coinvolgendo in questo la Qatar Foundation.

Il diabete è anche una questione di fondamentale importanza per il Qatar, e in tutti i Paesi del Golfo Arabico.” ha detto il Prof. Renato Lauro “Il diabete colpisce quasi il 12% della popolazione del Golfo, con un tasso due volte più elevato che nel resto del mondo. Dunque siamo in presenza di una vera emergenza che il governo del Qatar deve affrontare attraverso modelli di prevenzione, diagnosi e trattamento precoce. Da qui l’interesse verso modelli di eccellenza come quelli che stiamo sviluppando all’Università di Roma Tor Vergata, sia attraverso l’Observatory, che con l’Health Prevention Institute”.

 

Nella regione del Golfo e nei Paesi arabi del Nord Africa, 33 milioni di persone soffrono di diabete, e nel 2030 il numero sarà destinato a raddoppiare. Mentre nei Paesi occidentali industrializzati si evince una maggior diffusione del diabete soprattutto nelle classi più povere, nella regione del Golfo i più colpiti sono le persone più ricche.

Nel giro di due generazioni, lo stile di vita è radicalmente cambiato: il lavoro fisico è interamente nelle mani dei lavoratori stranieri e l’alimentazione è caratterizzata da un’abbondanza di zuccheri e grassi.

 

La combinazione fatale di scarso esercizio fisico e troppe calorie, non ha conseguenze solo per l’individuo: si stima che nel 2025 circa il 13% delle spese sanitarie nel Golfo e in Africa settentrionale saranno rivolte alla lotta e al trattamento del diabete. Sarà quindi necessario un grande impegno nell’educare la popolazione e nel renderla consapevole di questi rischi. L’International Diabetes Foundation (IDF) ha di recente pubblicato alcuni dati sull’incidenza del diabete nei Paesi del Golfo Arabo, con numeri veramente impressionanti: in Qatar la rilevanza del diabete è del 20.2%, negli Emirati Arabi Uniti è del 19.2%, nel Bahrain del 19.9%, nel Kuwait del 21.1%, in Arabia Saudita del 20.0% e in Oman del 10.5%.

 

Questi dati evidenziano come circa 215.000 persone vivano con il diabete in Qatar e sempre l’IDF ha stimato che nel 2010, nello stesso Paese, il costo per paziente sia stato di 2.269 dollari. Ma la preoccupazione maggiore dei Governanti dell’Emirato Arabo è sull’aspettativa e la qualità di vita della propria popolazione nel prossimo futuro. Questo è quanto è emerso da una recente survey promossa da “ACTION ON DIABETES”, programma sviluppato nel Qatar sotto l’egida dell’Emiro H. H. Sheikh Hamad bin Khalifa Al Thanie presentata durante l’incontro di Villa Mondragone.

 

L’emirato arabo investe il 2,8% del PIL, 3,5 miliardi di dollari lo scorso anno, in ricerca e formazione in tre aree principali: tecnologie informatiche, energia, e soprattutto salute.

Per questo è importante la ricerca di partnership internazionali a livello accademico, come quella con l’Università di Roma Tor Vergata e con l’Italian Barometer Diabetes Obervatory, oltre a sinergie con grandi gruppi industriali, già in parte realizzate, attraverso il progetto “ACTION IN DIABETES” realizzato con il sostegno di grandi gruppi industriali come la Maersk Oil e la Novo Nordisk.

 

Nel corso della sua visita in Italia la delegazione del Qatar ha incontrato i membri della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, Presieduta dal Sen. Antonio Tomassini, i rappresentanti del Ministero della Salute, delle Società Scientifiche e numerosi esperti italiani nel campo del diabete e della prevenzione cardiometabolica.

 

Particolare interesse la delegazione del Qatar, oltre che al modello organizzativo e legislativo Italiano nella lotta al diabete, ha rivolto al modello sviluppato dall’Italian Barometer Diabetes Observatory e dall’Health Prevention Institute, oltre ai progetti di monitoraggio e analisi sviluppati dagli Annali AMD e dall’Health Search/SISSI di SIMG e CEIS di Tor Vergata.

La delegazione del Qatar continuerà la propria visita ai modelli di eccellenza nel campo del Diabete Europei, visitando a Copenaghen lo STENO DIABETES CENTER.

 

 

Riferimenti bibliografici:

 

International Diabetes Federation. The Diabetes Atlas. Fifth

Edition. Brussels: International Diabetes Federation; 2011.

 

Tuomilehto J, Lindstrom J, Eriksson J, et.al. Prevention of type

2 diabetes mellitus by changes in lifestyle among subjects with

Impaired glucose tolerance. N Engl J Med 2001;344:1343-50.

 

Action on Diabetes . 2011 Diabetes Awareness Survey

 

Lauro R., Nicolucci A. Facts and Figures about the diabetes in Italy 2011

Public Health & Health Policy AboutPharma by Consorzio Mario Negri Sud

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