Novità in endocrinologia al Cong…

ABSTRACT RELATORI   …

Il DNA mitocondriale racconta la…

L’uomo non africano s…

Siena: trapianto di midollo per …

E' stato effettuato a Sie…

Tumori della pelle: elastografia…

Una tecnica ultrasonica a…

Le nuove frontiere della psichia…

Roma, 25 febbraio 2015 – …

RANKL: il segreto del diabete na…

Uno studio pubblicato su …

Ansia: scoperte aree del cervell…

Problemi di comunicazione…

Tumori: PSA non sempre e' test a…

L'esame del PSA (antigene…

Mieloma multiplo: sviluppata nuo…

Sviluppata una molecola s…

Identificata una nuova classe di…

Scoperta la capacità di a…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Neuroni “deputati” alla sveglia: ricercatori USA scoprono il ruolo singolare di questo gruppo di cellule

Ricercatori statunitensi hanno scoperto che con la soppressione di un particolare tipo di unità cellulari l’organismo fa molta più fatica a passare dal sonno alla veglia


WASHINGTON – Dormiglioni, per voi c’è una scusa in più. I ricercatori statunitensi della New York University e dell’Albert Einstein College of Medicine of Yeshiva University hanno scoperto gli schemi che regolano il passaggio tra il sonno e la veglia e come i neuroni cosiddetti “orologio” collaborano tra di loro perché ci si svegli. Lo studio, pubblicato su Neuron, rivela l’esistenza di neuroni che, se soppressi, rendono molto più difficile svegliarsi.

“Il complesso sistema di neuroni orologio è fatto da neuroni master e non master, che assieme determinano il nostro ciclo circadiano”, ha spiegato Justin Blau, ricercatore a capo del team. La ricerca ha analizzato il comportamento dei moscerini della frutta, insetti che hanno un sistema neurologico molto simile a quello dei mammiferi e degli esseri umani. In alcuni esemplari i neuroni non master, recettori del glutammato, sono stati diminuiti artificialmente. I ricercatori hanno osservato che questi “mutanti” fanno molta più fatica a svegliarsi rispetto agli altri moscerini e hanno concluso che l’equilibrio tra neuroni master e non master aiuti l’organismo a uscire dal sonno.

“Questo lavoro aiuta a spiegare neurotrasmettitori e recettori, responsabili della comunicazione tra i gruppi di cellule nervose che regolano il ritmo circadiano”, ha riferito il co-autore della ricerca, Myles Akabas. “Dimostra, inoltre, il potere di ricerche interdisciplinari nello studio delle basi molecolari e cellulari del comportamento umano”.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi