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Calorie ridotte forse non allungano la vita, ma sicuramente la migliorano

Tagliare drasticamente le calorie equivale a un elisir di giovinezza? Gli scienziati fanno retromarcia. Non è detto, come hanno sostenuto importanti studi sull’argomento, che la restrizione calorica – così si chiama un regime dietetico che impone una riduzione elevate di calorie – tenga lontana la vecchiaia. Un nuovo studio, condotto dall’US National Institute on Ageing e pubblicato non senza suscitare clamore sul Nature afferma, infatti, che una dieta ipocalorica protatta nel tempo non rende più immune dalla morte di altri regimi dietetici.

La prova? Un gruppo di scimmie Rhesus – patrimonio genetico molto simile a quello umano – divise in due gruppi per età (1-14 anni e 16-23) che sono state seguite per 25 anni dagli scienziati e sottoposte ad una restrizione calorica del 30%. I risultati demoliscono alcune delle certezze precedenti: è vero che le scimmie giovani presentavano malattie legate all’invecchiamento con maggiore ritardo ed è anche vero che quelle più anziane presentavano colesterolo e glicemia più bassi, ma in quanto a sopravvivenza poco cambiava rispetto a scimmie alimentate con pasti normali.


Meno calorie, infatti, vuol dire meno radicali liberi e minori effetti ossidativi dati dalla necessità di bruciare maggiori quantità di “carburante” alimentare. E i radicali liberi, si sa, promuovono l’invecchiameno. Quindi, a ben guardare, se non è questione di calorie, è almeno una questione di qualità delle calorie. Gli eccessi alimentari, da una e dall’altra parte, fanno sempre male. Meglio mangiare il necessario, senza sacrifici, scegliendo i prodotti con i valori nutrizionali migliori. La frutta e verdura in testa a tutti.

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