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Cardiopatici nell’ordine di 1 su 4, ma tecniche chirurgiche sempre meno invasive

Roma, 29 gen – Chirurgia delle valvole cardiache ”eseguita quasi esclusivamente con tecniche robotiche, attraverso piccole incisioni sul torace, in modo che l’intervento risulti il piu’ possibile mininvasivo e il recupero del paziente sia molto piu’ rapido: entro 4-5 giorni puo’ essere dimesso e tornare alle sue normali attivita”’.
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E’ la nuova frontiera della medicina contro le malattie cardiovascolari illustrata a Roma nel corso del simposio sulla prevenzione per le malattie del cuore , tenuto all’ospedale Forlanini. In questo modo, inoltre, ha spiegato Francesco Musumeci, direttore della U.O.C. di Cardiochirurgia e Centro Trapianti del San Camillo Forlanini, ”il torace rimane integro, non si rompe nessun osso e quindi si ottiene un impatto estetico diverso: la cicatrice che rimane e’ piccolissima, spesso invisibile, invece del taglio sul torace di 25-30 centimetri che veniva praticato in passato”. Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte in Europa occidentale e negli Stati Uniti e, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanita’, sono resposabili del 30% di tutti i decessi.

”La comparsa della malattia cardiovascolare e’ fortemente correlata allo stile di vita e le modificazioni dei fattori di rischio sono in grado di ridurne in maniera significativa la mortalita’ e la morbilita’ – ha sottolineato Aldo Morrone, direttore generale dell’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini -. Pertanto la prevenzione e’ parte essenziale dell’attivita’ dell’ospedale, dove ai pazienti viene rivolto l’invito a miglorare la dieta e gli stili di vita”. Nella U.O.C. di Cardiologia 1 del nosocomio romano, che dispone di 7 letti di terapia intensiva cardiologica (Utic) e 8 di terapia subintensiva, una degenza mista di 10 letti e un organico composto da 14 cardiologi, arrivano ogni anno 700-800 pazienti in regime di ricovero.

L’Unita’ operativa possiede inoltre una sezione di Cardiodiagnostica non invasiva, dove si eseguono esami con un ecocardiografo in 3D e metodiche molto sofisticate che consentono di individuare quadri clinici di alta complessita’.

”I principali fattori di rischio cardiovascolare sono il diabete mellito e l’ipertensione arteriosa” ricorda Maria Stella Fera, direttore della U.O.C. di Cardiologia 1 al San Camillo Forlanini. Quanto al colesterolo cattivo, ”i livelli massimi entro i quali puo’ essere tollerato sono i 100 milligrammi per cento – continua Fera -. Le principali raccomandazioni sono dedicate alla dieta: bisogna evitare soprattutto i cibi fritti (per esempio quelli dei fast food) e le margarine, cioe’ grassi insaturi che aumentano i valori di colesterolo”. Per quanto riguarda l’obesita’, ”dobbiamo valutare la quantita’ di grasso e quindi la percentuale di rischio del paziente di incorrere in una malattia cardiovascolare – aggiunge Fera -, misurando la circonferenza della vita che negli uomini non dovrebbe essere superiore a 102 centimetri e nelle donne a 88”.
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Infine il fumo: nel XX secolo 100 milioni di persone sono morte nel mondo a causa del fumo e nel XXI secolo si stima che saranno 1 miliardo. In Italia le sigarette causano fra i 70 e gli 83 mila morti l’anno, di cui oltre il 25% ha un’eta’ compresa fra i 35 e i 65 anni.

In Italia le malattie cardiovascolari sono responsabili del 42% della mortalita’ totale e ne e’ affetto un italiano su 4. La frequenza degli eventi coronarici fra i 35 e i 69 anni e’ di 5,7 per gli uomini e 1,7 per le donne, ogni mille abitanti l’anno.

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