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Perché “NO” ai bambini nel lettone. il rischio di morte in culla aumenta di 5 volte


Dormire nel lettone di mamma e papà quintuplica i rischi di morte in culla per il bebè, anche in assenza di altri fattori predisponenti come fumo, assunzione di alcol o droghe. A condannare il ‘bed-sharing’, almeno nei primi 3 mesi di vita del bimbo, è uno studio inglese condotto su circa 1.500 casi di Sids (sindrome di morte improvvisa del lattante), pubblicato su ‘Bmj Open’.   I ricercatori coordinati da Bob Carpenter, della London School of Hygiene Tropical Medicine, hanno confrontato le abitudini delle famiglie che avevano perso un figlio con quelle di 4.500 genitori controllo, scoprendo che in un caso su 5 al momento della morte improvvisa uno o entrambi i genitori stavano dormendo insieme al loro bambino. Nel gruppo controllo, invece, dichiarava questa abitudine solo un genitore su 10. Secondo i calcoli di Carpenter, rinunciare a far dormire il bebè nel lettone permetterebbe di evitare da 120 a 300 casi di morte in culla che si registrano ogni anno nel Regno Unito. Dallo studio emerge inoltre che anche nei bimbi a bassa probabilità di morte improvvisa perché allattati al seno, e che non hanno altri fattori di rischio se non il fatto di dormire nel letto dei genitori, rinunciare a questa abitudine consentirebbe di evitare l’81% delle Sids.

L’esperto chiede dunque alle autorità competenti linee guida nazionali ad hoc, su modello di quelle già diffuse per esempio in Stati Uniti e Paesi Bassi, in cui venga messa nero su bianco il no al bed-sharing per i neonati al di sotto dei 3 mesi di vita. Ciò non significa che i genitori non possano ‘ospitare’ ogni tanto il bebè per allattarlo o coccolarlo, precisa l’autore. L’importante è che, dopo la pappa e le carezze, il piccolo venga messo a dormire nel suo letto con le adeguate precauzioni.

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