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Tessuto del fegato ottenuto “stampato” in 3D


Si avvicina la produzione di organi umani biotech realizzati in laboratorio. Dopo gli ultimi risultati presentati su ‘Science’ da studiosi dell’Università di Oxford, al recente meeting di biologia sperimentale a Boston è stato presentato il risultato del lavoro di una speciale stampante 3D: tessuto di fegato umano bioartificiale. A ottenerlo la Organovo Holdings Inc di San Diego, azienda da anni impegnata nella ricerca in questo settore, per ottenere tessuti umani da usare nella sperimentazione di farmaci. Bioartificial LiverEbbene, il team di studiosi ha illustrato il lavoro che ha portato a ottenere dei prototipi di tessuto di fegato biostampato, i cui componenti sono disposti in una complessa architettura mantenuta nel tempo in coltura. Questi tessuti in 3D possiedono attributi centrali per la funzione del fegato, inclusa la produzione di proteine specifiche come albumina e transferrina.
Il biotessuto, spesso appena 500 micron, è inoltre capace di garantire la biosintesi del colesterolo e di enzimi tipici del fegato. Per il momento l’uso prevalente di questi bio-tessuti è per test sui farmaci. I dati suggeriscono che il biotessuto 3D sia un’alternativa migliore rispetto alle tradizionali colture cellulare di epatociti in 2D, specie negli studi che indagano sulla tossicità a lungo termine per il fegato di nuovi medicinali o di cocktail di farmaci. Obiettivo finale, sviluppare un tessuto umano vivente multicellulare che possa essere conservato in laboratorio per lunghi periodi di tempo e consenta ai ricercatori di indagare sugli effetti di lesioni, patogeni o farmaci.

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