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Lipo chimica: ultimo ritocco prima della prova-costume


Via la cellulite con la liposuzione chimica. E’ il nuovo trend per l’estate 2013, un trattamento che promette di scogliere gli accumuli di grasso senza l’aiuto della chirurgia. A descriverlo è il chirurgo estetico Giulio Basoccu, responsabile della divisione di chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva dell’Istituto neurotraumatologico Italiano (Ini), che spiega come “in Italia la liposuzione chimica è il trend del momento, per le donne tra i 30 e i 40 anni”.
“La nuova metodica, chiamata anche intralipoterapia – aggiunge Basoccu – è caratterizzata dall’infiltrazione di particolari soluzioni acquose in grado di determinare lo scioglimento delle cellule di grasso. La novità sta nel tipo di sostanza infiltrata, nei protocolli di trattamento personalizzati per ciascuna paziente e nello strumentario specifico utilizzato, che permette con aghi lunghi e molto sottili di infiltrare a ventaglio le aree sede di accumulo adiposo. Il trattamento – sottolinea l’esperto – è assolutamente ambulatoriale, privo di rischi, può essere eseguito su ogni distretto corporeo, dall’addome, alle cosce, dai fianchi alle braccia, fino al doppio mento. Nelle 48 ore successive è necessario idratarsi molto, bevendo molta acqua, così da facilitare l’eliminazione del grasso mobilizzato con la lipolisi”.

“Il trattamento non chirurgico delle adiposità localizzate – continua l’esperto – è sempre stato una sorta di terra di nessuno dove ognuno aveva la possibilità di improvvisare tecniche, a volte dalla dubbia efficacia e spesso non prive di rischio. Se, infatti, in caso di accumuli adiposi voluminosi non ci sono dubbi sulla necessità di sottoporsi a un intervento chirurgico di lipoaspirazione, quando il problema è limitato a piccole aree corporee, come le ginocchia o il trocantere, le pazienti si trovano davanti ad un’offerta estremamente vasta di trattamenti e soluzioni, sicuramente alcuni validi, ma altri discutibili. Il chirurgo deve saper consigliare la paziente e non tradire la sua fiducia”.

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