Il CHMP dà parere positivo all’approvazione di afatinib nell’Unione Europea per pazienti affetti da carcinoma polmonare con mutazioni di EGFR

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  • Il parere positivo del CHMP sul farmaco, all’avanguardia della pipeline oncologica di Boehringer Ingelheim, giunge poco dopo l’approvazione da parte dell’FDA
  • Nello  studio registrativo internazionale di Fase III, LUX-Lung 3, afatinib ha dimostrato di offrire un beneficio, superiore rispetto alla chemioterapia standard, ai pazienti affetti da carcinoma polmonare con mutazioni di EGFR

 

Ingelheim, Germania, 26 luglio, 2013 – Boehringer Ingelheim ha annunciato oggi che il Comitato di valutazione dei Farmaci per l’Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea del Farmaco ha espresso parere positivo all’approvazione di afatinib nell’Unione Europea,  per il quale è stata presentata la richiesta di autorizzazione  alla commercializzazione. Afatinib è il primo  inibitore selettivo ed irreversibile della famiglia dei recettori ErbB indicato nel trattamento di pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico con mutazione di EGFR, naive agli inibitori tirosin-chinasici del EGFR.

“Boehringer Ingelheim accoglie con soddisfazione la decisione del CHMP che fa seguito alla recente approvazione di afatinib da parte dell’FDA. Siamo ansiosi di rendere disponibile quanto prima afatinib per i pazienti affetti da  carcinoma polmonare con  mutazioni di EGFR in Europa” ha affermato il Professor Klaus Dugi, Corporate Senior Vice President Medicine di Boehringer Ingelheim. “Afatinib blocca in maniera irreversibile EGFR e gli altri importanti recettori della famiglia ErbB e nei trial clinici ha dimostrato di realizzare benefici terapeutici significativi”.

 

Le mutazioni a carico del gene di EGFR si riscontrano nel 10-15% dei pazienti caucasici e nel 40% di quelli asiatici con carcinoma polmonare non a piccole cellule.[i]Per pazienti con questo tipo di tumore polmonare, afatinib ha dimostrato, negli studi clinici, di ritardare in maniera significativa la progressione della malattia oltre a determinare un miglioramento dei sintomi associati al carcinoma polmonare e una migliore qualità di vita. [ii],[iii] La valutazione dello stato mutazionale di EGFR è di fondamentale importanza per scegliere il giusto percorso terapeutico e in quanto tale è fortemente raccomandata da parte di molte organizzazioni mediche e oncologiche internazionali. Tale valutazione consente agli operatori sanitari di effettuare la scelta terapeutica più idonea e ai pazienti di ricevere da subito la terapia più appropriata .

 

“Le terapie target consentono un approccio personalizzato al trattamento del carcinoma polmonare da cui i pazienti possono trarre un enorme beneficio” ha commentato il Dottor Sanjay Popat, Specialista di Medicina Oncologica, Royal Marsden NHS Foundation Trust, Londra e sperimentatore  dello studio LUX-Lung 3. “La raccomandazione odierna del CHMP per l’approvazione di afatinib è un passo che ci avvicina ulteriormente al momento in cui i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) avanzato in Europa avranno la possibilità di disporre di una terapia target che ha dimostrato con continuità di risultati in svariati studi clinici condotti su larga scala di avere efficacia superiore rispetto alla chemioterapia standard”.

 

Il parere positivo del CHMP si basa sui risultati emersi dallo studio pivotal internazionale di Fase III,  LUX-Lung 3,  condotto in pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazioni di EGFR, che ha confrontato afatinib con la chemioterapia pemetrexed/cisplatino. Tali  risultati hanno dimostrato che i pazienti, che hanno assunto afatinib come terapia di prima linea, hanno avuto una sopravvivenza senza progressione della malattia (PFS) di quasi un anno (PFS mediana di 11,1 mesi) rispetto ai poco più di sei mesi (PFS mediana di 6,9 mesi) dei pazienti trattati con pemetrexed/cisplatino. Inoltre, i pazienti con NSCLC, che presentavano le due mutazioni più comuni di EGFR (Del19 o L858R, che complessivamente rappresentano circa il 90% di tutte le mutazioni a carico di EGFR), in terapia con afatinib, hanno avuto una sopravvivenza libera da progressione della malattia superiore a un anno (PFS mediana di 13,6 mesi), rispetto ai poco più di sei mesi (PFS mediana di 6,9 mesi) dei pazienti del braccio di confronto.2

 

Il ritardo della progressione della malattia, che afatinib ha dimostrato negli  studi clinici, è stato associato a un miglior controllo, rispetto alla chemioterapia, dei principali sintomi correlati alla malattia e che incidono negativamente sulla qualità di vita dei pazienti. Infatti il miglioramento di sintomi quali dispnea (difficoltà respiratorie), tosse e dolore toracico, misurato mediante  questionari standard per il carcinoma polmonare, si è riscontrato maggiormente nei pazienti che hanno assunto afatinib, rispetto a quelli in trattamento con chemioterapia. Afatinib ha anche ritardato il peggioramento di questi stessi sintomi.3

 

Nello studio le percentuali di interruzione della terapia a causa di eventi avversi correlati al trattamento sono state basse (8% per afatinib; 12% per chemioterapia). I più comuni eventi avversi di grado 3, correlati al trattamento con afatinib, osservati nello studio sono stati diarrea (14%), rash (16%), e infiammazione dei tessuti periungueali (paronichia) (11%). L’1% dei pazienti nel braccio di trattamento con afatinib ha interrotto la terapia per diarrea associata al farmaco. 2 Gli eventi avversi più comuni osservati nel braccio di trattamento con chemioterapia (pemetrexed/cisplatino) sono stati neutropenia (15%), astenia (13%), e leucopenia (8%).

 

Afatinib è un farmaco approvato negli Stati Uniti.  Il dossier per la registrazione di afatinib è stato sottomesso  alle autorità regolatorie asiatiche e di altri Paesi del mondo per l’approvazione del farmaco come terapia del NSCLC localmente avanzato e metastatico con mutazioni di EGFR. L’esame del dossier registrativo da parte delle autorità preposte all’approvazione dei farmaci di UE, Asia e di altri Paesi è in corso.

 

Afatinib

Afatinib è stato approvato dall’FDA come trattamento di prima linea per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) metastatico, e con mutazioni del gene codificante per il recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR), rilevate mediante il test approvato dall’FDA2: delezione dell’esone 19 (Del19) o mutazione dell’esone  21 (L858R).

 

Afatinib è un inibitore selettivo ed irreversibile della famiglia dei recettori ErbB che agisce bloccando in maniera irreversibile la trasduzione del segnale di EGFR (ErbB1) e di tutti gli altri recettori della famiglia ErbB che svolgono un ruolo centrale nello sviluppo e nella diffusione dei tumori più pervasivi e a mortalità elevata.

Il legame covalente, e quindi irreversibile di afatinib, differisce da quello degli inibitori reversibili, in quanto fornisce un’inibizione sostenuta, selettiva e completa di tutta la famiglia di recettori ErbB e pertanto può portare a un distinto beneficio.[iv],[v]

 

Afatinib è attualmente in Fase III di sviluppo clinico come terapia del NSCLC, del carcinoma mammario e del tumore della testa e del collo.

 

Il Carcinoma Polmonare

Il carcinoma polmonare è il tumore più diffuso e più letale al mondo, con 1,6 milioni di nuovi casi  all’anno (pari a circa il 13% di tutti i nuovi casi di tumore), dei quali il tabagismo ne rappresenta la principale causa.

A causa della sua prognosi infausta, ogni anno si verificano 1,38 milioni di decessi attribuibili al carcinoma polmonare, pari al 18% di tutte le morti per tumore[vi]  .

Nei pazienti affetti da carcinoma polmonare, la valutazione precoce dello stato di mutazione di EGFR è cruciale per migliorarne il beneficio derivante dalla terapia. Le mutazioni a carico del gene di EGFR si riscontrano nel 10-15% dei pazienti caucasici e nel 40% di quelli asiatici con carcinoma polmonare non a piccole cellule, e delle quali circa il 90% sono rappresentate dalle due mutazioni più comuni di EGFR (Del19 o L858R) 1.

 

Boehringer Ingelheim in Area Oncologica

Forte della propria competenza ed eccellenza scientifica nei campi della medicina polmonare e cardiovascolare, delle malattie metaboliche, della neurologia, virologia e immunologia, Boehringer Ingelheim ha deciso di intraprendere un importante programma di ricerca per sviluppare farmaci antitumorali innovativi. Operando in stretta collaborazione con la comunità scientifica internazionale e Numerosi centri oncologici di riferimento a livello mondiale centri oncologici di punta internazionali, l’impegno di Boehringer Ingelheim in oncologia parte dai progressi scientifici per sviluppare una gamma di terapie mirate contro vari tumori solidi ed  ematologici.

La ricerca è, al momento, concentrata  su composti che afferiscono a tre aree: inibizione dell’angiogenesi, inibizione della trasduzione del segnale e inibizione delle chinasi coinvolte nel ciclo cellulare.

Volasertib* è la molecola della pipeline per i tumori ematologici in fase più avanzata di sviluppo clinico. Tale pipeline comprende anche due nuove molecole (New Biological Entities), che utilizzano un approccio immunoterapeutico: BI 836858 è un anticorpo anti-CD33 contro la Leucemia Mieloide Acuta (LMA) e BI 836826, un anticorpo anti-CD37 contro la Leucemia Linfatica Cronica (LLC) e il Linfoma non-Hodgkin a cellule B (B-NHL).

 

La pipeline di Boehringer Ingelheim in oncologia si sta espandendo, a dimostrazione dell’impegno dell’azienda nel trovare nuove soluzioni in quest’area terapeutica.

 

Boehringer Ingelheim

Il Gruppo Boehringer Ingelheim è una delle prime 20 aziende farmaceutiche del mondo. Il Gruppo ha sede a Ingelheim, Germania, e opera a livello globale con 140 affiliate e più di 46.000 collaboratori.

Sin dalla sua fondazione nel 1885, l’azienda, a proprietà familiare, si dedica a ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti innovativi dall’elevato valore terapeutico nel campo della medicina umana e della veterinaria.

 

La responsabilità sociale è un elemento centrale della cultura di Boehringer Ingelheim. Coinvolgimento in progetti sociali, attenzione ai propri collaboratori e alle loro famiglie, pari opportunità per coloro che lavorano nell’azienda costituiscono le fondamenta di ogni attività.

 

La collaborazione ed il rispetto reciproci, così come la tutela e la sostenibilità ambientale sono elementi intrinseci al modo di agire di Boehringer Ingelheim.

 

Nel 2012, Boehringer Ingelheim ha registrato un fatturato netto di circa 14,7 miliardi di euro, investendo in Ricerca e Sviluppo, nel settore dei farmaci da prescrizione, il 22,5% del fatturato netto della sua maggiore divisione “Prescription Medicines”.

 

Per maggiori informazioni  visitate il sito:

www.boehringer-ingelheim.com e www.newshome.com

 

 

Referenze

 

 


*Volasertib is an investigational compound and is not yet approved. It’s safety and efficacy have not yet been fully established.

 

 


[i] Jang, T.W. et al. 2009. EGFR and KRAS Mutations in Patients With Adenocarcinoma of the Lung. The Korean Journal of Internal Medicine, March; 24(1), pp.48–54.

[ii] Yang JC, Shuler M, Yamamoto N, et al. LUX-Lung 3: A randomized, open-label, phase III study of afatinib versus pemetrexed and cisplatin as first-line treatment for patients with advanced adenocarcinoma of the lung harboring EGFR-activating mutations. J Clin Oncol 2012;30(18,Suppl):abstract LBA 7500.

[iii] Sequist L. V. et al. LUX-Lung 3: Symptom and health-related quality of life results from a randomized phase III study in 1st-line advanced NSCLC patients harbouring EGFR mutations. ESMO 2012 Congress. Available at:http://abstracts.webges.com/myitinerary/session-148.html?congress=esmo2012#.UFdGtBr1LSY.gmai Abstract no: 1229PD.

[iv] Solca F, Dahl G, Zoephel A, et al. Target binding properties and cellular activity of afatinib (BIBW 2992), an irreversible ErbB family blocker. J Pharmacol Exp Ther 2012;343:342-50.

[v] Reid A, Vidal L, Shaw H, do Bono J. Dual inhibition of ErbB1 (EGFR/HER1) and ErbB2 (HER2/neu). Eur J Cancer 2007;43:481-9.

[vi] Ferlay J, Shin HR, Bray F, et al. Estimates of worldwide burden of cancer in 2008: GLOBOCAN 2008. Int J Cancer 2010;127:2893-917.

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