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Un anticorpo “jolly” in grado di combattere 4 virus


Esplora il significato del termine: MPE8 può neutralizzare il virus respiratorio sinciziale e il metapneumovirus, che causano malattie respiratorie.
Funziona come un jolly perché da solo riesce a colpire quattro bersagli diversi: è un anticorpo nato in laboratorio e capace di aggredire virus comuni e all’origine di malattie respiratorie diffuse, dal comune raffreddore alla brochiolite che colpisce i neonati, all’asma. Indicato con la sigla MPE8, neutralizza quattro virus di specie diverse: i primi due, il virus respiratorio sinciziale (Rsv) e il metapneumovirus (Mpv), causano nell’uomo gravi infezioni delle basse vie respiratorie; gli altri aggrediscono invece gli animali e sono il virus sinciziale dei bovini (Bsv) e quello della polmonite dei topi (Pvm). Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, è stato realizzato in Svizzera da un gruppo di ricerca coordinato da Antonio Lanzavecchia, che in passato aveva messo a punto un anticorpo jolly contro l’influenza.MPE8
VACCINO – Avere a disposizione l’anticorpo MPE8 potrebbe essere il primo passo per mettere a punto un vaccino. Questo perché l’anticorpo si lega a una struttura molto ben conservata, comune ai quattro virus. Questa struttura potrebbe diventare il bersaglio di un futuro vaccino ed essere così una sorta di tallone d’Achille del virus. «MPE8 riconosce, sulla proteina di fusione virale, un sito che è conservato nei diversi virus. Speriamo di riuscire a utilizzare questa informazione per sviluppare un nuovo vaccino efficace contro il virus respiratorio sinciziale (Rsv) e il metapneumovirus (Mpv)», osserva Davide Corti, direttore del team che ha scoperto l’anticorpo e primo autore dello studio. «Siamo già al lavoro in questa direzione, ma la strada che abbiamo davanti è molto difficile» aggiunge Lanzavecchia, direttore dell’Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona (Svizzera) e professore di immunologia umana al Politecnico Federale di Zurigo, in questi giorni ospite del 15° congresso internazionale di Immunologia a Milano. Tra un anno potrebbero essere disponibili i primi dati sugli esperimenti, ma per trasferire queste conoscenze all’uomo sarà necessario molto tempo.

LE TERAPIE – Le infezioni da Rsv o Mpv possono essere letali nei neonati e nei pazienti immunosoppressi che hanno ricevuto un trapianto di cellule staminali del sangue oppure un trapianto di polmone, situazioni cliniche in cui la mortalità arriva fino al 40%. Attualmente per la profilassi delle infezioni da Rsv nei neonati si utilizza un anticorpo monoclonale umanizzato (palivizumab), che però non è efficace quando somministrato a pazienti già infetti. Non esistono invece anticorpi in grado di prevenire un’infezione da Mpv e non sono disponibili vaccini contro Rsv o Mpv. «Avendo a disposizione un modello fisiologico di infezione in animali da esperimento abbiamo potuto dimostrare che l’anticorpo MPE8 possiede attività non solo profilattica ma anche terapeutica di gran lunga superiore a quella della ribavirina, che è attualmente il solo farmaco disponibile per il trattamento di queste gravi infezioni virali» spiega Corti.

COSTI ALTISSIMI – «È uno studio interessante – conferma Fabrizio Pregliasco, ricercatore virologo del Dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell’Università di Studi di Milano -, anche perché il virus respiratorio sinciziale e il metapneumovirus sono tanto diffusi quanto sconosciuti. L’Mpv è stato scoperto solo tre anni fa. Sono virus cattivi, che hanno sintomi simili a quelli influenzali, per cui a volte vengono confusi con una MPE8 può neutralizzare il virus respiratorio sinciziale e il metapneumovirus, che causano malattie respiratorie

SOCIETÀ BIOTECH – MPE8 è stato prodotto dalla Humabs BioMed, società biotech privata svizzera costituita come spin-off dell’Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona, a sua volta affiliato all’Università della Svizzera Italiana. Lo studio, cui hanno partecipato anche ricercatori del Policlinico San Matteo IRCCS di Pavia, e dell’Università di Losanna, è stato finanziato in parte dal Fondo Nazionale Svizzero per la ricerca scientifica e dal Consiglio Europeo della Ricerca.

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