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Giornata Mondiale del Diabete: ultima chiamata per gli Assessori

Timbro
Ci si avvia verso i 5 milioni di persone con diabete. Potrebbero essere 5 milioni di persone consapevoli e attente alla propria salute, ma in mancanza di un accesso a cure appropriate potrebbero diventare 5 milioni di catastrofi familiari e fonte di pesi insostenibili per le Regioni che non dovessero agire subito adottando il Piano Nazionale Diabete e perseguendone gli obiettivi. Nella prossima Giornata Mondiale del Diabete, Diabete Italia chiederà ai cittadini di sollecitare gli Assessori della Sanità della loro Regione con una cartolina.

In mancanza di un registro nazionale, i dati relativi al diabete in Italia possono essere solo stimati. Nel 2011 3 milioni di persone in Italia affermavano di avere il diabete. È probabile che almeno un altro milione, forse 1,5 milioni abbia il diabete senza saperlo. In pratica il 9% delle persone fra 20 e 79 anni ha il diabete così come il 20% delle persone più anziane senza dimenticare 15 mila bambini e ragazzi con diabete di tipo 1 e le loro rispettive famiglie.

“Vogliamo che questa Giornata Mondiale del Diabete 2013 rappresenti una precisa attribuzione di responsabilità per gli Assessori regionali alla Salute”, commenta Salvatore Caputo, presidente di Diabete Italia che fin dal 2002 organizza la più grande manifestazione del volontariato in Sanità.

“Il diabete di per se non impedisce a una persona di lavorare, di dare il suo aiuto in famiglia e alla collettività, di essere felice e creativo, in altre parole di vivere in modo pieno la propria vita. Richiede solo alcune attenzioni e sagge scelte di vita”, continua Caputo, “viceversa il diabete può essere una catastrofe per la persona e per la famiglia, può costringere a lasciare il lavoro o a essere poco produttivi, a vivere e far vivere nell’ansia i propri familiari, distraendoli a loro volta dal lavoro e dalle attività di cura dei figli e dei nipoti. Può essere la prima causa di infarti, ictus, cecità, amputazioni. Una bolgia dantesca di drammi personali e sociali e di costosissime cure dell’ultimo momento”.

Cosa fa la differenza? La risposta è nota: cure appropriate: educazione, inquadramento specialistico, screening, farmaci e presidi e motivazione necessaria. Chi deve erogare queste cure? I Servizi Sanitari regionali. Come devono organizzarsi? E’ scritto chiaramente nel Piano Nazionale Diabete apparso in febbraio sulla Gazzetta Ufficiale con tanto di firma della Conferenza Stato-Regioni.

“A questo punto non ci so-no più scu-se”, sillaba Salvatore Caputo, “non ha più senso baloccarsi con sperimentazioni e progetti di corto respiro. Domani mattina potremmo trovarci con 5 milioni di persone con diabete mal curato e scompensato. Cinque milioni di persone che busseranno alla porta delle Unità coronariche, delle dialisi, degli ambulatori oculistici, richiedendo pensioni d’invalidità e centinaia di ore all’anno di cure con un costo insostenibile per la società. Chi prospetta una ripresa economica e dimentica la ‘bomba diabete’ racconta favole”.

Durante la Giornata Mondiale del Diabete 2013 in molti dei 500 eventi che si terranno in 400 città d’Italia (l’elenco è sul sito www.giornatadeldiabete.it) verrà chiesto ai cittadini di firmare una cartolina che chiede all’Assessore regionale alla Salute di fare la sua parte attivandosi per mettere in atto i suggerimenti del Piano Nazionale Diabete.

Solo 9 regioni hanno recepito ufficialmente il Piano Nazionale Diabete, nemmeno 5 hanno intrapreso passi significativi per metterlo in pratica. Le differenze fra l’assistenza erogata in una regione e nell’altra invece di ridursi si ampliano. “A questo punto la giunta regionale che non fa nulla o che finge di fare si prenda le sue responsabilità. Questa è l’ultima chiamata prima dell’imbarco”, conclude Salvatore Caputo, “le Giunte regionali che non recepiscono e non applicano il Piano Nazionale Diabete si prendono la responsabilità di lasciare indietro forse per sempre, la loro economia e i loro cittadini”.

La Giornata Mondiale del Diabete, che nel 2006 ha avuto il riconoscimento ufficiale dell’Onu, coinvolge da 5 a 10 mila volontari tra medici, infermieri e persone con diabete che in 400 città d’Italia organizzeranno, soprattutto il 9 e il 10 novembre, circa 500 eventi pubblici.

Il Piano Nazionale Diabete redatto dal Ministero della Salute, dopo un’ampia consultazione e sottoscritto dalla Conferenza Stato Regioni è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in febbraio. Disegna obiettivi e suggerisce metodi per un’ottimale assistenza alla persona con diabete.

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