Progetto Athena scopre il segret…

Ricercatori del progetto …

Ingegneria dei tessuti: vene bio…

Scienziati americani hann…

Endometriosi: fino al 10% posson…

L'endometriosi è una pato…

I dati relativi all’impiego, in …

Milano, 29 ottobre 2013 –…

Farmaci tiroide: raccomandazioni…

'Fino a quando non sarann…

PSA e tumore alla prostata: occh…

Ogni anno in Italia si re…

Un disordine dell'orecchio potre…

Disordini dell'orecchio i…

Cattivo umore: non è sempre nega…

Essere scontrosi e di cat…

Neuroni: scoperto il meccanismo …

E' possibile produrre piu…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Cannabis: fame “chimica” legata agli odori, lo studio

Un gruppo di scienziati dell’INSERM, NeuroCentre di Bordeaux, Francia, ha scoperto che dopo aver sentito l’odore di un alimento tendiamo a consumare piu’ cibo a causa di un recettore cannabinoide di tipo 1 (CB1) che si trova nel bulbo olfattivo. Lo studio e’ stato pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience.

La ricerca mostra che l’attivazione di questo recettore rinforza le capacita’ di individuazione olfattiva che portano al consumo di cibo e suggerisce che i recettori di questo genere potrebbero diventare un target farmacologico per trattare i comportamenti alimentari che conducono all’obesita’. Giovanni Marsicano, scienziato dell’INSERM, e colleghi riportano che il bulbo olfattivo dei topi contiene recettori CB1 la cui attivazione tramite cannabinoidi endogeni o esogeni (come quelli nella marijuana) aumenta l’assunzione di cibo in corrispondenza del digiuno; infatti quando ai topi sono somministrati cannabinoidi esogeni come il principio attivo della marijuana, il Thc, si nota solitamente un aumento di appetito. Gli scienziati hanno ora scoperto che questa popolazione di recettori e’ necessaria per assistere a un aumento di questo comportamento alimentare.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!