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Displasia broncopolmonare nei nati pretermine: utili le staminali nella cura

I neonati prematuri hanno un rischio maggiore di sviluppare displasia broncopolmonare (Bpd), una grave malattia polmonare tra le principali cause di morte o complicazioni.


Un nuovo studio pubblicato sul ‘Journal of Pediatrics’ ha valutato la possibilita’ di utilizzare la terapia con cellule staminali per prevenire o trattare questa patologia nei bebe’ venuti al mondo prima del tempo.    La ricerca e’ stata condotta da Won Soon Park del Samsung Medical Center e del Biomedical Research Institute di Seul. L’indagine ha valutato l’efficacia del trapianto intratracheale di cellule staminali mesenchimali derivate dal cordone ombelicale su nove bambini nati tra la 24esima e la 26esima settimana di gestazione, ad alto rischio quindi di sviluppare displasia broncopolmonare. Tutti i piccoli pazienti che hanno ricevuto il trattamento hanno tollerato la procedura molto bene senza alcun effetto collaterale o avverso grave immediato. Il 33 per cento dei neonati ha sviluppato displasia moderata e nessuno ha sviluppato la forma grave.

Lo studio, ancora in fase I, suggerisce che la somministrazione endotracheale di cellule staminali mesenchimali e’ sicura e fattibile per la prevenzione e il trattamento della Bpd.

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