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Naso umano: conosce circa un trilione di profumi

L’olfatto dell’uomo è molto più sviluppato di quanto si pensasse. Ecco lo studio che lo dimostra
L’olfatto umano potrebbe essere molto più sviluppato di quanto si sia creduto fino ad oggi.


In uno studio pubblicato su Science gli esperti del Laboratorio di Neurogenetica e del Comportamento della Rockefeller University (New York) hanno infatti stimato che il naso dell’uomo può distinguere più di un trilione di profumi diversi, numero molto più elevato rispetto ai circa 10 mila che fino ad oggi si è pensato riuscisse a identificare.
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Il mondo scientifico aveva già dimostrato in passato che gli occhi umani riescono a distinguere diversi milioni di colori e circa 340 mila suoni, mentre sin dagli anni ’20 del secolo scorso la conoscenza dell’olfatto si era fermata in modo convinto sul fatto che il naso dell’uomo fosse meno potente rispetto ai suoi occhi e alle sue orecchie. La smentita arriva da un esperimento in cui a 26 uomini e donne di età compresa tra i 20 e i 48 anni è stato chiesto di identificare quale tra tre profumi, due dei quali identici fra loro, fosse diverso. Nell’esperimento sono state utilizzate 128 molecole differenti, miscelate fra loro per produrre più profumi, e ogni partecipante ha odorato in totale 264 fragranze. E’ stato così scoperto che l’olfatto umano permette di distinguere due miscele di odori solo se sono formate almeno per il 50% da molecole diverse, altrimenti percepire la differenza diventa molto più difficile. Non solo, calcolando la frequenza con cui i partecipanti hanno fornito la risposta corretta è stato stimato che in media un naso umano riesce a distinguere più di un trilione di profumi. I ricercatori pensano però che anche questa potrebbe essere una stima al ribasso; in natura, infatti, esistono molte più delle 128 molecole utilizzate negli esperimenti condotti alla Rockefeller University.

Questo sviluppo dell’olfatto molto maggiore rispetto a quanto si supponesse potrebbe avere precise ragioni evolutive. “Credo che ci siamo evoluti per distinguere odori molto simili – ha spiegato Andreas Keller, autore principale dello studio – Quello del cibo, e lo stesso cibo con il minimo sentore di essere avariato, può fare la differenza fra un pasto nutriente e un avvelenamento da cibo”.

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