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Carenza di sonno: peggior nemico dei neuroni, che vengono distrutti

Secondo lo studio Usa non bastano i sonnellini per recuperare i danni
Con la primavera sonnolenza e stanchezza si fanno sentire di più.


E forse è bene assecondare la richiesta dell’organismo. Perché neanche un sonnellino riesce a recuperare i danni da carenza di sonno. Ricercatori della Pennsylvania School of Medicine, infatti, hanno scoperto che la perdita di sonno può essere più grave di quanto si pensasse perché uccide i neuroni.

Lo studio pubblicato sul The Journal of Neuroscience è stato condotto sui tipi e ha verificato che la mancanza di adeguato riposo nel lungo periodo, una carenza cronica di sonno, provoca danni irreversibili al cervello e una perdita di neuroni nel locus coeruleus, regione cerebrale che rappresenta il “sistema d’allarme” dell’organismo, coinvolto nelle risposte allo stress, nella vigilanza e altre funzioni cognitive.

La novità è che questa perdita non è riparabile, come conferma uno degli autori Sigrid Veasey: “In generale, abbiamo sempre accettato l’ipotesi del pieno recupero della capacità cognitiva in seguito alla perdita di sonno di breve e lungo periodo – spiega Veasey, ma alcune delle ricerche sugli esseri umani hanno dimostrato che la capacità di attenzione e molti altri aspetti della cognizione non possono essere normalizzati neanche con tre giorni di sonno”.

I ricercatori hanno dimostrato che nella carenza di sonno di lungo periodo viene a mancare il meccanismo di protezione dei neuroni coordinato dalla proteina sirtuina-3 (SIRT3) che è importante per regolare i processi di produzione energetica dei mitocondri, le “centrali energetiche” delle cellule. Dopo alcuni giorni i topi, la cui attività è assimilabile a quella di lavoratori su turni notturni, perdevano il 25% di questi neuroni specializzati e mostravano una riduzione dell’attività della proteina sirtuina-3.

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