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Genetica: approccio con un nuovo sistema che sostituisce l’isolamento delle cellule staminali

Una nuova ricerca statunitense suggerisce che i tentativi di isolare le sfuggenti cellule staminali adulte dal sangue per valutare e potenzialmente migliorare la salute cardiovascolare potrebbero non essere necessari. Lo studio ha, infatti, scoperto che diversi tipi di cellule circolanti nel sangue e con caratteristiche primitive sembrano produrre gli stessi effetti benefici attribuiti alle staminali, incluse le cellule progenitrici endoteliali oggetto degli “inseguimenti” piu’ accaniti.

“Ci sono persone che ancora sognano di trovare e isolare prototipi delle progenitrici per diversi componenti della struttura cardiovascolare” ha spiegato Nicanor Moldovan dell’Ohio State University sulla rivista Plos One “noi abbiamo deciso di concentrarci sull’analisi dell’intera popolazione di cellule non purificate: il sangue cosi’ com’e’. Il nostro metodo determina i contributi di tutte le cellule del sangue che svolgono le stesse funzioni che si suppone siano svolte dalle cellule progenitrici endoteliali.  Possiamo rilevare la presenza di queste cellule e le loro ‘impronte’ in un campione clinico senza la necessita’ di isolarle”. Osservando i modelli di attivita’ genetica nel sangue, Moldovan e colleghi hanno concluso che molti tipi di cellule in circolazione nel sangue potrebbero proteggere e riparare i vasi sanguigni, funzione cruciale per mantenere sano il cuore. Gli scienziati hanno, inoltre, scoperto che diverse tipologie di cellule del sangue mantengono proprieta’ definite come “primitive”, cellule in prima linea nella difesa contro infortuni e lesioni.

Confrontando l’attivita’ dei pattern genetici con lo stato di salute dei donatori, i ricercatori hanno scoperto quali geni nel sangue sono associati a problemi come pressione alta e vasi sanguigni rigidi. Queste strategie potrebbero essere utilizzate per diagnosticare alcune patologie, monitorare gli effetti di certi trattamenti e determinare la prognosi cardiovascolare di un paziente. Grazie alla conoscenza completa dei pattern di espressione dei quarantacinque geni nel sangue analizzati, i ricercatori si lanceranno alla scoperta delle molecole che li producono per identificare quali tipi di cellule del sangue sono simili alle cellule staminali adulte, in particolare quelle cellule i cui geni mostrano caratteristiche primitive.

“Il nostro obiettivo e’ valutare il sistema delle progenitrici nel sangue nella sua naturale complessita’ per comprendere e anticipare la prognosi di cosa accade nel corpo del paziente” ha precisato Moldovan “un approccio che richiede di lasciare andare il vecchio paradigma del ‘tipo di cellula’ e che abbraccia la nozione piu’ astratta di cluster di geni: un ‘metagene’ associato a sangue e variazioni in relazione ai cambiamenti delle condizioni del paziente”.

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