Sviluppo embrionale: straordinar…

[caption id="attachment_8…

Dengue: cambiamenti climatici e …

Se non rallentano, gli ef…

Paracetamolo in eta' pediatrica:…

No a ibuprofene e paracet…

Carcinoma ovarico: sempre piu' c…

Da male incurabile a male…

Gestione del dolore, istruzioni …

 La guerra contro la soff…

Gravidanza: una donna su tre ha …

Quasi una donna incinta s…

Tumori: il colesterolo alto acce…

Il degrado del colestero…

Dolore, necessaria rivoluzione c…

Sigg e Siot promuovono,…

Contraccezione ormonale, informa…

La Regione rimane fanalin…

Fumo: dieci anni di legge Sirchi…

(ANSA)E' entrata in vigor…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Muscoli congelati: scienziati fanno funzionare una luce per riportarli attivi

Un gruppo di scienziati britannici, che lavora con le cellule staminali, ha usato la luce per muovere e controllare muscoli congelati, offrendo una speranza a quanti soffrono di paralisi.


Il risultato e’ opera dell’University College di Londra e del King’s College di Londra, ed e’ stato pubblicato sulla rivista Science. Nel breve termine, potrebbe aiutare chi soffre di malattie del motoneurone che porta alla paralisi progressiva dei muscoli, compresi quelli che controllano la respirazione e la deglutizione.
La paralisi si verifica quando i neuroni motori, le cellule nervose specializzate nel trasmettere messaggi dal cervello, si danneggiano. All’inizio gli scienziati hanno provato a sostituirli, utilizzando cellule staminali embrionali capaci di trasformarsi in ogni tessuto del corpo. In particolare, hanno inserito un gene nelle cellule che li ha resi sensibili alla luce e poi le ha trasformate in neuroni motori.

Queste cellule sono state poi trapiantate nei topi, dove sono cresciute e collegate con i muscoli paralizzati. Al passaggio della luce i muscoli si sono mossi. Ora gli scienziati vogliono creare un impianto in grado di emettere luce in base alle necessita’. “Molti pazienti – ha detto Linda Greensmith dell’University College di Londra – vivono nella paura di soffocare perche’ non possono respirare o deglutire”. La scienziata spera che i primi test sui pazienti con malattie del motoneurone possano partire entro 5 anni.

0 0 vote
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Archivi

0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x