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I risultati di Fase III, pubblicati sul New England Journal of Medicine (NEJM), dimostrano che nintedanib* rallenta la progressione della Fibrosi Polmonare Idiopatica (FPI)

boehringer

·         I risultati di Fase III, pubblicati su NEJM, dimostrano che nintedanib* rallenta la progressione della Fibrosi Polmonare Idiopatica (FPI), riducendo di circa il 50% il declino annuo della funzionalità respiratoria;

·         Nintedanib* è la prima terapia mirata per la FPI che raggiunge in maniera consistente l’endpoint primario in due studi clinici gemelli internazionali di Fase III.

Ingelheim, Germania, 18 maggio 2014 –  I risultati degli studi di Fase III INPULSIS™ pubblicati oggi online sul New England Journal of Medicine indicano che nintedanib* ha rallentato in modo significativo la progressione della malattia in pazienti con fibrosi polmonare idiopatica (FPI).[1] Nintedanib* è la prima terapia mirata alla FPI che raggiunge in maniera consistente l’endpoint primario in due studi clinici gemelli internazionali di Fase III.

La fibrosi polmonare idiopatica è una patologia polmonare invalidante, ad esito infausto, con una sopravvivenza media di 2–3 anni dal momento della diagnosi.

[2] La patologia è caratterizzata dalla progressiva formazione di tessuto cicatriziale polmonare, con conseguente progressivo e irreversibile deterioramento della funzionalità polmonare e della capacità respiratoria.[3] I pazienti con FPI hanno, in media, una perdita di funzionalità respiratoria, misurata in termini di capacità vitale forzata (FVC), di 150–200mL l’anno.[4]

Nei due studi clinici INPULSIS™, durati 52 settimane e condotti su 1.066 pazienti, nintedanib* ha ridotto in modo significativo il declino annuo della FVC di circa il 50% rispetto al placebo. Il declino annuo della FVC nei due studi è stato:1

­   INPULSIS™-1: -114,7mL (nintedanib*) vs.  -239,9mL (placebo)

­   INPULSIS™-2: -113,6mL (nintedanib*) vs. -207,3mL (placebo)

“Le opzioni terapeutiche disponibili per i pazienti con fibrosi polmonare idiopatica, al momento, sono molto limitate e c’è una forte esigenza insoddisfatta di terapie efficaci che possano cambiare il decorso di questa patologia dall’esito infausto, rallentandone la progressione” ha commentato il Prof. Luca Richeldi, coordinatore degli studi clinici, Professore di Malattie dell’Apparato Respiratorio e Responsabile Malattie Polmonari Interstiziali dell’Università di Southampton, Regno Unito. “Questi risultati saranno presumibilmente accolti molto positivamente perché, per la prima volta, abbiamo un farmaco che ha raggiunto in maniera consistente l’endpoint primario in due ampi studi di Fase III, dopo i positivi risultati dimostrati nello studio di Fase II”.

Sono stati raggiunti anche entrambi gli endpoint secondari più importanti dello studio INPULSIS™-2. I pazienti in trattamento con nintedanib* hanno avuto un deterioramento della qualità di vita (valutata con il questionario St. George’s Respiratory Questionnaire) significativamente inferiore e un minor rischio di prima riacutizzazione grave, rispetto a placebo.1

“Il risultato relativo alle riacutizzazioni è di particolare rilevanza clinica” – ha aggiunto il Professor Richeldi – “le riacutizzazioni gravi sono deterioramenti rapidi e inspiegati della FPI che, circa nella metà dei pazienti, hanno esito infausto”.

Nello studio clinico INPULSIS™-1, per i più importanti endpoint secondari, non è stata rilevata una differenza statisticamente significativa fra i pazienti in trattamento con nintedanib e quelli con placebo.1

In entrambi gli studi clinici, gli eventi avversi più comuni hanno interessato l’apparato gastrointestinale, sono stati di intensità da lieve a moderata, e, in generale, gestibili,  comportando raramente l’interruzione della terapia.1

L’evento avverso più frequente nei gruppi di pazienti in trattamento con nintedanib è stata la diarrea, riferita con una percentuale del 62% verso il 19% (INPULSIS™-1) e del 63% verso  il 18% (INPULSIS™-2) rispettivamente per nintedanib* e placebo. Meno del 5% dei pazienti in trattamento con  nintedanib* sia nello studio INPULSIS™-1 sia nell’INPULSIS™-2 ha interrotto il trattamento per questa ragione.1

La percentuale di pazienti con eventi avversi gravi è stata simile in tutti i gruppi.

Gli studi clinici INPULSIS™

I due studi clinici randomizzati, in doppio cieco, controllati verso placebo e della durata di 52 settimane,  hanno valutato l’effetto di nintedanib, 150 mg due volte/die, per os, sul tasso annuo di declino della capacità vitale forzata (FVC) in pazienti con FPI. Gli studi hanno avuto identico disegno, dosaggio corrispondente, criteri di inclusione ed endpoint.[5],[6]

L’endpoint primario è stato il tasso annuo di declino della FVC (espresso in mL su 52 settimane). Gli endpoint secondari più importanti sono stati: variazione, rispetto al basale, della qualità di vita correlata alle condizioni di salute valutata con il questionario Saint-George’s Respiratory Questionnaire (SGRQ) e tempo intercorso sino alla comparsa della prima riacutizzazione grave (espresso in giorni). Gli altri endpoint secondari erano: la variazione della FVC rispetto al basale, la sopravvivenza complessiva, la mortalità per cause respiratorie e la sopravvivenza durante il trattamento.5,6

Negli studi sono stati inseriti pazienti di età pari o superiore ai  40 anni, con FPI diagnosticata nei cinque anni precedenti, sulla base delle ultime linee guida per la diagnosi e la gestione della FPI dell’American Thoracic Society (ATS), European Respiratory Society (ERS), Japanese Respiratory Society (JRS) e Latin American Thoracic Association (ALAT).5,6

L’eleggibilità agli studi è stata valutata a livello centralizzato sulla base dei referti della tomografia computerizzata ad alta risoluzione esaminati da un esperto radiologo e, ove disponibili, delle biopsie polmonari esaminate da un esperto patologo.5,6

Ulteriori informazioni sugli studi sono disponibili sul sito clinicaltrials.gov (identificativi NCT01335464 e NCT01335477).

Nintedanib

Nintedanib* è un inibitore di tirosin-chinasi (TKI) a piccola molecola, in sviluppo da parte di Boehringer Ingelheim come terapia per la  fibrosi polmonare idiopatica (FPI)[7], che ha come bersaglio i recettori dei fattori di crescita che hanno dimostrato di essere potenzialmente coinvolti nella patogenesi della fibrosi polmonare, soprattutto il recettore del fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGFR), il recettore del fattore di crescita fibroblastico (FGFR) e il recettore del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGFR).7,[8],[9] Bloccando queste vie di passaggio dei segnali coinvolte nei processi fibrotici, si ritiene che nintedanib* abbia il potenziale di rallentare il declino della funzionalità respiratoria e la progressione della malattia.7,8,[10] Nintedanib* è in sviluppo clinico  anche come opzione terapeutica in ambito oncologico, nel tumore polmonare non a piccole cellule, nel carcinoma ovarico, nel tumore del colon-retto e nel carcinoma epatocellulare.

La Fibrosi Polmonare Idiopatica

La fibrosi polmonare idiopatica (FPI) è una patologia respiratoria progressiva cronica, gravemente invalidante con prognosi infausta per la quale esistono limitate opzioni terapeutiche.2 La FPI colpisce tra 14-43 persone ogni 100.000 soggetti nel mondo[11],[12] ed è caratterizzata da progressiva formazione di tessuto cicatriziale polmonare con conseguente perdita di funzionalità respiratoria nel tempo. 8,[13] Lo sviluppo di tessuto cicatriziale è detto fibrosi.2 Con il passare del tempo, il tessuto cicatriziale si accumula e ispessisce e i polmoni perdono la capacità di assumere ossigeno e di trasmetterlo, in modo sufficiente, agli organi vitali.3 Pertanto, chi soffre di FPI presenta dispnea, tosse e spesso ha difficoltà a svolgere le normali attività fisiche quotidiane.[14]

Per maggiori informazioni visitate www.inIPF.com

Boehringer Ingelheim

Il gruppo Boehringer Ingelheim è una delle prime 20 aziende farmaceutiche del mondo. Il gruppo ha sede a Ingelheim, Germania, e opera a livello globale con 142 affiliate e più di 47.400 dipendenti. Fondata nel 1885, l’azienda a proprietà familiare si dedica a ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti innovativi dall’elevato valore terapeutico nel campo della medicina e della veterinaria.

Operare in maniera socialmente responsabile è un punto centrale della cultura e dell’impegno di Boehringer Ingelheim. La partecipazione a progetti sociali in tutto il mondo, quali ad esempio l’iniziativa “Making more Health”, e l’attenzione per i propri dipendenti sono parte di questo impegno di responsabilità sociale, così come lo sono il rispetto, le pari opportunità e la conciliazione dei tempi di lavoro e della famiglia che costituiscono le fondamenta della mutua collaborazione fra l’azienda e i suoi dipendenti, e l’attenzione all’ambiente, alla sua tutela e sostenibilità, che sono sottese in ogni attività che Boehringer Ingelheim intraprende.

Nel 2013, Boehringer Ingelheim ha registrato un fatturato netto di circa 14,1 miliardi di euro e investimenti in ricerca e sviluppo pari al 19,5% del proprio fatturato netto.

 

*Nintedanib è un farmaco sperimentale e in quanto tale la sua  sicurezza ed efficacia non sono ancora state del tutto stabilite.

 

 

Contatti:

Marina Guffanti

Comunicazione

Boehringer Ingelheim Italia SpA

Phone:  + 39 – 02 5355453

Cell.     +39 348 3995284

e-mail:  marina.guffanti@boehringer-ingelheim.com

Maria Luisa Paleari

Value Relations Srl

Phone: + 39 – 02 20241357

Cell. + 39 331 6718518

e-mail: ml.paleari@vrelations.it

 

Bibliografia

1.       Richeldi L, et al. Efficacy and Safety of Nintedanib in Idiopathic Pulmonary Fibrosis N Engl J Med. 2014; published online on May 18; DOI: 10.1056/NEJMoa1402584

2.       Raghu G, et al. An official ATS/ERS/JRS/ALAT statement: idiopathic pulmonary fibrosis: evidence-based guidelines for diagnosis and management. Am J Respir Crit Care Med. 2011;183:788-824.

3.       Collard H, et al. Acute Exacerbations of Idiopathic Pulmonary Fibrosis. Am J Respir Crit Care Med. 2007;176:636–643.

4.       Ley B, et al. Clinical Course and Prediction of Survival in Idiopathic Pulmonary Fibrosis. Am J Respir Crit Care Med. 2011;183:431–440.

5.       NIH. Clinical Trials www.clinicaltrials.gov (NCT01335464) Accessed April 2014.

6.       NIH. Clinical Trials www.clinicaltrials.gov (NCT01335477) Accessed April 2014.

7.       Richeldi L, et al. Efficacy of a tyrosine kinase inhibitor in idiopathic pulmonary fibrosis. N Engl J Med. 2011;365:1079-1087.

8.       Selman M, et al. Idiopathic pulmonary fibrosis: prevailing and evolving hypotheses about its pathogenesis and implications for therapy. Ann Intern Med. 2001;134:136-51.

9.       Hilberg F, et al. BIBF 1120: triple angiokinase inhibitor with sustained recptor blockade and good antitumor efficacy. Cancer Res. 2008;68:4774-4782.

10.    Wollin L, et al. Antifibrotic and Anti-inflammatory Activity of the Tyrosine Kinase Inhibitor Nintedanib in Experimental Models of Lung Fibrosis. J Pharmacol Exp Ther 2014;349:209–220.

11.    Raghu G, et al. Incidence and prevalence of idiopathic pulmonary fibrosis. Am J Respir Crit Care Med. 2006;174:810-816.

12.    Fernández Pérez E, et al. Incidence, prevalence, and clinical course of idiopathic pulmonary fibrosis: a population-based study. Chest. 2010;137:129-37.

13.    NHLBI, NIH. What Is Idiopathic Pulmonary Fibrosis? nhlbi.nih.gov/health/health-topics/topics/ipf/. Accessed April 2014.

14.    Pulmonary Fibrosis Foundation. Symptoms. pulmonaryfibrosis.org/Symptoms. Accessed March 2014.

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