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CCSVI: è patologia vascolare a sé, argomento staccato dalla sclerosi

La CCSVI (Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale) esiste, e’ una patologia vascolare a tutti gli effetti, indipendente dalla sclerosi multipla.

Lo rileva in modo inoppugnabile e per la prima volta uno studio compiuto da un gruppo di ricercatori dell’Universita’ di Ferrara guidati dal prof Paolo Zamboni, appena pubblicato sulla rivista della Royal Society of Medicine, Phlebology.   Lo studio, intitolato ”Ultrastruttura delle valvole difettose delle vene giugulari interne”, e’ anche il primo lavoro scientifico pubblicato realizzato con un cofinanziamento dell’associazione CCSVI nella SM, da sempre impegnata a sostenere la ricerca medica pubblica e indipendente.

Sono stati studiati mediante un microscopio elettronico a scansione i setti intraluminali e/o le valvole difettose che ostruiscono il flusso della vena giugulare interna di sette pazienti CCSVI, confrontandoli con campioni di controlli sani.

La parete delle vene giugulari interne ha mostrato un disturbo significativo dello stato endoteliale rispetto ai controlli : ossia, sorprendentemente, non sono state trovate cellule endoteliali nelle cuspidi difettose. Tale mancanza, che costituisce una ulteriore anomalia riscontrata in presenza di Insufficienza venosa cronica cerebrospinale, indica quindi una seria patologia vascolare. Lo studio condotto con microspia elettronica rivela, accanto alla esistenza della CCSVI, un secondo dato fondamentale: e’ indispensabile disporre di una tecnica di imaging in grado di rilevare correttamente la presenza di questa patologia vascolare.

Gli autori nelle conclusioni sottolineano che la loro indagine non puo’ chiarire se questo risultato (la mancanza di cellule endoteliali) sia ”primario o causato dalla progressiva perdita di endotelio in relazione alle forze emodinamiche alterate e/o a un passato rimodellamento post-trombotico/infiammatorio”. La CCSVI e’ stata confermata, nel 2009 e nel 2013, dai Congressi mondiali sulle malattie del sistema venoso dell’UIP (Unione internazionale di flebologia), il massimo organismo internazionale in materia vascolare, comprendente esperti di oltre 50 paesi.

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