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Fumo di ‘terza mano’: confermata la tossicità cancerogena

Ancora conferme sul rischio di cancro provocato dal cosiddetto fumo di terza mano, ossia quelle sostanze che si depositano sui muri, sugli oggetti e arredamenti nei locali dove qualcuno ha fumato. A essere in pericolo sono soprattutto i bambini, ma anche gli adulti rischiano grosso.

Un tempo solo i fumatori venivano considerati esposti a grave rischio di cancro, soprattutto ai polmoni. Con il passare degli anni le ricerche furono intensificate e si è posto l’accento anche sul fumatore passivo, su quello, cioè, che viene esposto comunque al fumo di sigaretta stando vicino a chi sta fumando. Ma le cose stanno anche peggio. Oggi infatti è stato purtroppo confermato un rischio ancora più minaccioso derivante dal fumo di terza mano. Il pericolo deriverebbe dalle particelle che, giorno per giorno, si depositano sulle superfici dei mobili e nella polvere di casa.
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Il rischio derivante dal fumo di terza mano fino a ora era considerato solo un’ipotesi, ma scienziati inglesi hanno dimostrato come questo sia un pericolo reale. I danni – soprattutto a lungo termine – sarebbero assai gravi anche se l’assorbimento delle microparticelle non avviene per ingestione e avviene per via cutanea.
Questo è il primo studio a essere in grado di dimostrare come sia possibile la presenza diffusa nella polvere di sostanze cancerogene anche in ambienti in cui non si sta fumando o non si è fumato.

Secondo la dottoressa Jacqueline Hamilton, dello York Wolfson Atmospheric Chemistry Laboratories, i rischi di esposizione al tabacco non terminano di certo quando viene spenta una sigaretta. Inoltre il rischio non deve essere trascurato, ma anzi la sua conoscenza deve essere diffusa attraverso programmi educativi e pubblici.
In merito ai dati in possesso del professor Alastair Lewis, si stima che oltre il 40 per cento dei bambini ha almeno un genitore che fuma e che conosce i danni relativi al fumo di seconda mano. Ma ben pochi di loro conoscono il rischio derivante dai pericoli del fumo di terza mano.

«I materiali cancerogeni possono essere passati dai fumatori ai non fumatori durante un contatto in comune, per esempio tra i vestiti e le superfici», spiega Lewis.
I ricercatori hanno esaminato l’esposizione alle sostanze cancerogene specifiche del tabacco denominate N-nitrosammine e nitrosammine specifiche del tabacco (TSNAs) che si trovavano nella polvere. Tali sostanze vengono prodotte quando i depositi di nicotina si trovano sulle superfici interne e poi vengono rilasciate nuovamente nella fase gassosa che reagisce con l’ozono, acido nitroso e antiossidanti atmosferici classificati come fortemente cancerogeni.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Environment International.

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