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HIV: Mississippy Baby risulta nuovamente sieropositiva, delusione nel mondo scientifico

Parla di risultati “deludenti” e sicuramente tristi Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases e uno dei più autorevoli ricercatori nel campo dell’Hiv. Presenta di nuovo i segni dell’infezione la bambina del Mississippi che aveva fatto gridare al miracolo dopo la scomparsa del virus dell’immunodeficienza acquisita grazie a pesanti cure antiretrovirali alla nascita.


Una battuta d’arresto che nella comunità scientifica non si attendevano, dopo che un altro bambino, ancora in cura, era stato trattato nello stesso modo e dopo che si stava progettando una sperimentazione più ampia per valutare l’efficacia di questo protocollo.

Mississippi baby – così era stata ribattezzato il secondo caso al mondo di remissione completa dell’Hiv dopo il caso del paziente curato con un trapianto di midollo – ha di nuovo l’infezione. Un duro colpo per quanti pensavano di aver trovato un Tallone d’Achille nel virus, utile a curare i bambini nati con l’Hiv, 330mila ogni anno. La storia della bambina era complessa: nata da una mamma con Hiv che non aveva ricevuto le cure generalmente efficaci a evitare che il neonato si infetti durante il parto. Per questo i medici del John Hopkins Children’s Center guidati dalla virologa Deborah Persau avevano tentato una cura di impatto con alte dosi di antiretrovirali.

Per motivi non dipendenti dallo staff medico, la madre aveva sottratto la bambina alle cure per diversi mesi. A a distanza di un anno e mezzo e senza altre cure la bambina era ancora sieronegativa, vale a dire senza tracce rilevabili dai mezzi diagnostici in uso di carica virale.

L’Hiv è un virus “astuto” che di fronte all’azione antivirale di farmaci e sistema immunitario si ritrae in serbatoi virali nel cervello e nell’intestino per riattivarsi in un secondo momento, cronicizzando l’infezione. Questo fenomeno sembrava essersi annullato nella bambina, permettendo la guarigione. Fino alla notizia di questi giorni, accolta come una sconfitta. Anche se Fauci assicura che lo studio resterà in piedi, dopo aver esaminato “a fondo il disegno per capire se ci sia bisogno di modifiche”.

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