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Cataratta: la cura non migliora solo la vista, ma limita la demenza in pazienti con Alzheimer

Ricercatori trovano la chirurgia per la cataratta rallenta la demenza e migliora la qualità della vita per i malati di Alzheimer e di chi si prende cura di loro

L’operazione chirurgica per la cataratta rende migliore la vita dei pazienti con Alzheimer e di chi sta loro accanto.
Ecco un caso in cui un’operazione per migliorare la vista ha ripercussioni anche su malattie gravi come la demenza o l’Alzheimer. I ricercatori della Case Western Reserve University (CWRU), l’University Hospitals Case Medical Center e il MetroHealth Medical Center di Cleveland, hanno infatti scoperto che la chirurgia della cataratta migliora la demenza e la qualità della vita nei pazienti affetti dalla malattia di Alzheimer.

Questi risultati preliminari, ma assai promettenti, sono il risultato di uno studio quinquennale finanziato dal National Institute on Aging. Qui, i ricercatori che hanno esaminato i benefici della chirurgia della cataratta per le persone con malattia di Alzheimer, hanno poi presentato quanto trovato alla Alzheimer’s Association International Conference 2014 di Copenaghen in Danimarca.

Lo studio, condotto dai ricercatori Grover “Cleve” Gilmore e Alan Lerner, è stato presentato alla conferenza dallo stesso Lerner. Altri autori dello studio sono: Jon Lass, Julie Belkin, Susie Sami, Tatiana Riedel, Sara debanne e Thomas Steinemann.

La necessità di studiare gli effetti della chirurgia per la cataratta è stata sottolineata dal prof. Gilmore, nella speranza che questi positivi risultati pongano fine alla disparità sanitaria per i malati di Alzheimer, a cui si nega la chirurgia della cataratta a causa della mancanza di prove di alcun beneficio. Noi, invece, «abbiamo dimostrato che è di beneficio per loro», ha commentato Gilmore nel comunicato CWRU.

La vice-presidente dell’Alzheimer’s Association, dott.ssa Maria Carrillo, ha sottolineato come, ancora oggi, si tenda a ritenere che i pazienti con Alzheimer non abbiano bisogno di cure extra, o non debbano essere sottoposti a interventi chirurgici.
«Questo studio supporta la visione dell’Associazione Alzheimer che le persone con demenza mantengono e traggono beneficio da un trattamento completo di assistenza sanitaria», ha dichiarato Carrillo.

Un malato di Alzheimer che abbia anche problemi di vista causati dalla cataratta è a maggior rischio incidenti, che possono mettere anche repentaglio la vita, fa notare Gilmore. Queste stesse persone che vedono sempre più offuscato, poi, tendono a isolarsi sempre più.
I partecipanti allo studio erano tutti affetti da Alzheimer. Di questi, 28 sono stati sottoposti a un intervento chirurgico per la cataratta e 14 no.
Il gruppo che era stato sottoposto all’intervento chirurgico ha riferito non solo una visione più chiara, ma anche che le loro capacità cognitive sono state mantenute o migliorate, grazie anche al lavoro del cervello per elaborare e interpretare le informazioni che l’individuo poteva ora vedere.

Infine, i pazienti non erano gli unici a trarre vantaggio dalla chirurgia: infatti ne ha tratto vantaggio anche chi si prendeva cura dei malati. I caregivers hanno riferito di essere meno stressati perché l’intervento alla cataratta ha permesso ai pazienti con Alzheimer di diventare più mobili e indipendenti, tanto che potevano vestirsi, mangiare, muoversi e anche guidare da sé.

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