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Ebola: somministrato il siero anche al paziente ‘spagnolo’

MADRID – Il missionario spagnolo contagiato con l’ebola in Liberia e trasferito in Spagna la settimana scorsa riceverà il siero sperimentale statunitense che finora è stato somministrato solo ai cittadini americani infettati.


Una decisione che – con l’avanzare dell’epidemia nell’Africa occidentale che ha causato un migliaio di morti in quattro Paesi – non potrà non scatenare polemiche.

Già l’utilizzo del siero sugli americani la settimana scorsa aveva sollevato molte critiche agli Usa. Tre ricercatori dell’Oms avevano chiesto di dare il siero ai paesi africani, per contrastare l’epidemia, ma Barack Obama aveva detto che riteneva “prematuro” il ricorso al siero sperimentale: “Penso che dovremmo farci guidare dalla scienza. E non credo che abbiamo tutte le informazioni utili per stabilire se questo medicinale sia efficace”.

Però si viene ora a sapere che le cautele del caso si applicano alle popolazioni colpite e non ai malati occidentali.

Non solo: la Nigeria, attraverso il suo ministro della Sanità, ha chiesto espressamente la possibilità di usare il siero, ma ha ottenuto come risposta dagli Stati Uniti che “non ci sono dosi disponibili”. Eppure i casi in Nigeria sono pochi, si contano sulle dita di due mani.

Il siero, chiamato Zmpp e creato dalla Mapp Biopharmaceutical di San Diego, lavora potenziando le difese del sistema immunitario per difendersi dal virus e utilizza anticorpi raccolti in laboratorio da animali a cui era stato iniettato parte del virus.

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