Tumore ovarico: meno decessi con l’uso dei contraccettivi orali, studio italiano

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Lo svela uno studio italiano secondo cui in Europa il numero delle vittime di questo cancro è destinato a diminuire ulteriormente

Le donne che assumono contraccettivi orali riducono il proprio rischio di morire a causa di un tumore ovarico. La buona notizia arriva da una ricerca pubblicata sugli Annals of Oncology da un gruppo di ricercatori dell’Università di Milano e dell’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, secondo cui la principale motivazione alla base della riduzione dei decessi per tumore dell’ovaio registrata tra il 2002 e il 2012 è proprio l’assunzione di contraccettivi orali, che forniscono una protezione a lungo termine proprio contro questo tipo di cancro.

Gli autori della ricerca, guidati da Carlo La Vecchia ed Eva Negri, hanno analizzato i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità riguardanti i decessi per tumore ovarico disponibili dal 1970 ad oggi. Ne è emerso che tra il 2002 e il 2012 nelle 28 nazioni dell’Unione Europea (esclusa Cipro, per cui non vi erano dati disponibili) i tassi di decesso sono diminuiti del 10%.

La riduzione è stata ancora più spinta negli Stati Uniti, dove è stata rilevata una diminuzione del 16%; in Canada, invece, i decessi per tumore ovarico sono diminuiti dell’8%, e in Giappone del 2%. La riduzione più significativa è stata però registrata in Australia e Nuova Zelanda fra il 2002 e il 2011, quando i tassi di decesso sono calati del 12%.

La situazione è parsa però molto variabile. In America Latina, ad esempio, Argentina, Cile e Uruguay hanno vissuto una riduzione dei decessi per tumore ovarico, che invece sono aumentati in Brasile, Colombia, Messico, Venezuela e a Cuba. E anche in Europa sono state rilevate differenze molto ampie, con percentuali di riduzione variabili tra lo 0,6% dell’Ungheria e l’oltre 28% dell’Estonia e aumenti apparenti in Bulgaria.

“Le ampie variazioni nei tassi di decesso fra le nazioni europee si sono ridotte a partire dagli anni ’90 – spiega La Vecchia – Ciò probabilmente è dovuto a un uso più uniforme dei contraccettivi orali nel continente, e anche a fattori riproduttivi, come quanti figli ha una donna. Tuttavia, ci sono ancora differenze rilevabili fra paesi come la Gran Bretagna, la Svezia e la Danimarca, dove più donne hanno iniziato ad assumere i contraccettivi orali prima, dagli anni ’60 in poi, e i paesi dell’Europa dell’Est, ma anche altre nazioni dell’Europa Occidentale e del Sud come la Spagna, l’Italia e la Grecia, dove l’uso dei contraccettivi orali è iniziato molto dopo ed è stato meno diffuso”. Anche negli Stati Uniti l’uso dei contraccettivi orali è iniziato prima che in molti paesi europei, mentre i Giappone, dove oggi i decessi per tumore ovarico fra le donne giovani sono più numerosi che in Europa o negli Stati Uniti, i contraccettivi orali sono meno diffusi.

Secondo gli autori dello studio ad entrare in gioco sono però stati anche altri fattori, in particolare i miglioramenti in ambito diagnostico e terapeutico e la riduzione del ricorso alla terapia ormonale sostitutiva nella gestione dei sintomi della menopausa. “Le donne in paesi come la Germania, il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno anche utilizzato la terapia ormonale sostitutiva per gestire i sintomi della menopausa più spesso rispetto a quanto fatto in altre nazioni – spiega infatti Negri – L’uso della terapia ormonale sostitutiva è diminuito dopo che nel 2002 un rapporto della Women’s Health Initiative ha evidenziato l’aumento del rischio di malattie cardiovascolari, tumore al seno e all’ovaio, e anche questo può contribuire a spiegare la riduzione dei tassi di decesso fra le donne di mezza età e anziane in questi paesi”.

Secondo le stime di La Vecchia e collaboratori entro il 2020 in Europa i tassi di decesso per tumore ovarico standardizzati in base all’età sono destinati a diminuire ulteriormente del 10%.

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