La dichiarazione integrale del C…

[caption id="attachme…

APPROCCI INNOVATIVI PER IL CONTR…

Dal disegno e sintesi di …

Diabete: un “angelo custode” hi-…

Oggi, grazie ad uno smart…

Memoria: la proteina che fa spaz…

Il cervello cancella atti…

Nobel 2011 per la Fisica

Nel 1998 l'annuncio che s…

A Gropello Cairoli, appuntamento…

Prosegue il programma d…

Test Aids per tutti negli USA, d…

Dai 15 ai 65 anni d'età, …

Embrioni congelati: in Italia so…

Oltre 7 mila embrioni con…

La capacità sensoriale di anfib…

[caption id="attachment_2…

Come il fumo inibisce i recettor…

Il fumo di sigaretta inib…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Cancro al pancreas: vecchi farmaci impiegati nel trattamento della schizofrenia ne rallentano l’insorgenza

Un farmaco impiegato per la cura della schizofrenia ha permesso di rallentare la crescita del tumore al pancreas.  Il farmaco in questione e’ un inibitore di un recettore della dopamina, che, qualora non venga disattivato era stato legato ad un aumento della massa tumorale.

In un articolo pubblicato sulla rivista Gastroenterology, i ricercatori della McGill University e del German Cancer Research Center hanno spiegato che nel corso di uno studio molto ampio a cui hanno partecipato anche altri gruppi di ricerca tra cui uno di Verona, hanno focalizzato la loro attenzione sul gene DRD2 (recettore della dopamina) che e’ stato visto essere particolarmente attivo nelle cellule tumorali piuttosto che in quelle pancreatiche sane.


Dopo questa scoperta i ricercatori hanno somministrato ad alcune cavie che erano colpite da tumore dei farmaci che bloccano la dopamina, peraltro gia’ noti dagli anni ’50, osservando che non solo i topi sviluppavano tumori piu’ piccoli, ma che questi crescevano molto piu’ lentamente dei topi non trattati e con un numero di metastasi inferiore.

”Ora ci troviamo – ha spiegato il principale autore della ricerca, Yasser Riazalhosseini – al momento di partenza di questa nuova strategia terapeutica. Il prossimo passo sara’ quello di valutare i risultati al meglio su ulteriori modelli animali, prima di passare alla sperimentazione sull’uomo”.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi