Intervento di ablazione ventrico…

Nuovo passo avanti de…

Artrite reumatoide: individuate …

Tre nuovi trattamenti far…

83° Congresso Nazionale della So…

Dall’ 83° Congresso Nazio…

In condizioni di stress, cellule…

[caption id="attachment_7…

Abbronzatura: una microcapsula p…

Un nuovo metodo basato su…

Linee di condotta per la profila…

Roma, 26 novembre 2013 –…

Alzheimer: uno dei primi segni è…

Gli individui hanno piu' …

Progetto 'Blue Brain': il 2030 s…

[caption id="attachment_7…

Il tam tam sull’incontinenza aiu…

Un interessante dibattito…

Decima Giornata Nazionale per l'…

MaratoLICE una maratona p…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Nuovo test ematico per rilevare e localizzare presenza di tumore

Un nuovo esame del sangue in grado di rilevare, non solo la presenza di un tumore, ma anche in quale parte del corpo si trovi, è stato messo a punto da ricercatori della University of California-San Diego, negli Stati Uniti. Le ‘biopsie liquide’ finora sperimentate sono in grado di rilevare nel sangue dei pazienti oncologici tracce di DNA rilasciato dalle cellule tumorali, tuttavia non indicano dove risieda il tumore.

Quando una neoplasia si sviluppa, inizia a competere con le cellule normali per quanto riguarda nutrienti e spazio vitale e, per questo, diffondendosi, le uccide. Nel momento in cui le cellule muoiono, rilasciano il loro DNA specifico nel sangue, e i ricercatori hanno utilizzato questo DNA per identificare il tessuto interessato dal cancro.
“Abbiamo fatto questa scoperta per caso – ha detto Zhang Kun, autore principale dello studio pubblicato sulla rivista Nature Genetics -. Stavamo portando avanti l’approccio convenzionale ed eravamo solo in cerca di segnali provenienti da cellule tumorali. Ma in questo modo abbiamo individuato anche segnali provenienti da altre cellule. Ci siamo così resi conto che se integriamo entrambe le serie di segnali possiamo determinare la presenza di un tumore e il posto in cui sta crescendo”.

Per verificare l’ipotesi, il team ha messo insieme una banca dati dei modelli di metilazione, o modificazione epigenetica di una parte del DNA, di 10 diversi tessuti normali: fegato, intestino, colon, polmone, cervello, rene, pancreas, milza, stomaco e sangue. Hanno inoltre analizzato campioni tumorali e di sangue di pazienti oncologici per comporre uno schema di marker genetici per ogni tumore.

Il nuovo test potrebbe eliminare in futuro la necessità di diagnosi basate sulla biopsia tradizionale, o asportazione chirurgica del tessuto, tuttavia, conclude Kun, prima di “traslare la ricerca in ambito clinico dobbiamo lavorare con oncologi per perfezionare ulteriormente il metodo”.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi