Il fumo provoca stesse alterazio…

[caption id="attachment_1…

Leucemia: Boehringer Ingelheim,…

[caption id="attachment_2…

L'antidiabetico rosiglitazone: m…

[caption id="attachment_1…

Gessetti: pericolosi per gli all…

I bambini che sono a…

Metastasi: prevederle con intell…

[caption id="attachm…

Il genoma degli oranghi potrebbe…

Per la prima volta in ass…

Un gene da 'silenziare', per blo…

Spegnere il gene HCN2 per…

Sindrome da deficit di attenzion…

La sindrome da deficit di…

Prevenzione coi "baffi" il Polic…

Malattie urologiche: saba…

Un semplice esame del sangue, in…

•    Nuova sotto-analisi …

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Cellule ingegnerizzate: nuove terapie per combattere tumori come il Mieloma

Per la prima volta in Italia una terapia con cellule Car-T, ritenuta rivoluzionaria nella lotta ai tumori, è stata utilizzata contro il mieloma multiplo. La sperimentazione è stata portata avanti al Policlinico Sant’Orsola di Bologna, dove sono stati messi a confronto un paziente dimesso e uno ricoverato e sottoposto al trattamento. I linfociti T sono stati modificati per riconoscere le cellule “cattive” e poi infusi nuovamente per colpire il tumore.

L’acronimo “Car-T” deriva dall’inglese “Chimeric antigen receptor T-cell” e identifica una sofisticata procedura di immunoterapia cellulare adottiva. Si tratta di un nuovo approccio terapeutico nella lotta ai tumori, applicato per ora unicamente in alcune malattie del sangue.
Gli studi condotti per un particolare tipo di leucemia acuta e di linfoma hanno dimostrato un’eccezionale efficacia del trattamento, che è stato recentemente approvato da Fda e Ema, le Agenzie regolatorie preposte alla commercializzazione dei farmaci negli Stati Uniti e in Europa.

Il Sant’Orsola è stato uno dei due centri italiani selezionati per condurre il primo studio clinico sperimentale con cellule Car-T nel mieloma multiplo. La terapia prevede anche il coinvolgimento, oltre a Ematologia, anche di altre branche specialistiche, come la Medicina trasfusionale per la raccolta dei linfociti del paziente, la Terapia intensiva e la Neurologia per la possibile gestione di complicanze molto severe, che nel primo paziente trattato a Bologna non si sono comunque verificate.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi