Carcinoma polmonare non a piccol…

[caption id="attachment_6…

Bullismo e CyberBullismo: due fe…

Roma, 27 marzo 2013–Bulli…

Diabete di tipo 2: scoperto lega…

Scoperta associazione tr…

Il paziente chiede informazioni …

Roma, 14 novembre 2014. “…

Legalizzazione Cannabis: il PdL …

Per tutta la notte hanno…

Barbecue non proprio 'salubre': …

[caption id="attachment_7…

Virus Ebola: scoperto anticorpo …

Roma, 21 nov - Scoperto u…

Monza doppio trapianto arti: usa…

[caption id="attachment_9…

#Se(g)ni, donne in mostra contro…

Cologno Monzese, 27 ottob…

Sindrome di Down: possibile manc…

Una proteina potrebb…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Pubblicati sul NEJM i risultati dello studio che confronta dabigatran con Acido Acetilsalicilico (ASA) nei pazienti con ictus embolico di origine indeterminata (ESUS)

  • RE-SPECT ESUS è il primo studio clinico randomizzato di Fase III di confronto fra dabigatran etexilato e acido acetilsalicilico (ASA)
  • Nessuna differenza significativa nella prevenzione di recidiva di ictus post-ESUS
  • Sicurezza sovrapponibile in termini di sanguinamento maggiore tra i due trattamenti a confronto

Ingelheim, Germania, 16 maggio 2019 – Boehringer Ingelheim ha annunciato oggi la pubblicazione definitiva dei risultati completi di RE-SPECT ESUS®, studio clinico di Fase III, randomizzato, in doppio cieco, di valutazione dell’efficacia e della sicurezza di dabigatran etexilato rispetto ad acido acetilsalicilico (ASA) nella prevenzione della recidiva di ictus in pazienti che hanno avuto un ictus embolico di origine indeterminata (ESUS). I risultati sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine (NEJM).[1]

Per quanto concerne l’endpoint primario di efficacia, lo studio non ha evidenziato una differenza statisticamente significativa tra dabigatran etexilato e ASA nella riduzione del rischio di recidiva di ictus in pazienti post-ESUS. Tuttavia, un’analisi post-hoc ha dimostrato un effetto terapeutico a favore di dabigatran a un anno.1

Per l’endpoint primario di sicurezza, i risultati dello studio confermano, in questo setting di pazienti e nel confronto verso ASA, il profilo di sicurezza dell’anticoagulante orale dabigatran etexilato, poiché non è emersa alcuna differenza significativa in termini di sanguinamento maggiore, in accordo con la classificazione internazionale della Società di Emostasi e Trombosi (ISTH). 1 Per gli esiti emorragici più gravi, come l’emorragia intracranica, è stato rilevato un basso rischio comparabile. 1

I risultati di questo studio, il primo in assoluto a valutare dabigatran etexilato verso ASA, vanno ad aggiungersi al ricco corpus di evidenze a favore del consolidato profilo di sicurezza di dabigatran etexilato, già dimostrato nel vasto programma di studi registrativi e clinici RE-VOLUTION® per le indicazioni approvate.[2][24]

“I risultati appena pubblicati del trial RE-SPECT ESUS sono di assoluto interesse – afferma il Professor Danilo Toni, Professore Associato di Neurologia e Direttore dell‘Unità di Trattamento Neurovascolare del Policlinico Umberto I di Roma e coordinatore nazionale dello studio per l’Italia – Non è stato conseguito il risultato di ridurre il rischio di recidiva di ictus in pazienti con una diagnosi di ictus embolico da fonte non determinata (ESUS), ma è ormai opinione diffusa che i pazienti ESUS sono una categoria eterogenea, che comprende soggetti con possibili fonti emboligene di diversa sede, cardiaca o arteriosa, e di diverso peso, dall’aterotrombosi polidistrettuale, inclusi arco dell’aorta e tronchi carotidei, al forame ovale pervio, alla fibrillazione atriale occulta. E, di fatto, l’analisi post-hoc che evidenzia un effetto protettivo di dabigatran dopo il primo anno di trattamento, potrebbe speculativamente correlarsi con l’affiorare della fibrillazione atriale, che studi con registrazione cardiaca prolungata hanno dimostrato possa essere rilevata fino in un terzo di pazienti ESUS.  Mentre è verosimile che diversi approcci terapeutici antitrombotici, eventualmente anche combinazione, potrebbero essere riservati alle altre sottostanti condizioni emboligene. Ma, ripeto, – aggiunge il Professor Toni – si tratta di materia di speculazione scientifica, che richiede la conferma con ulteriori studi appropriatamente disegnati”.

“Dall’altra parte – conclude il Professor Toni – il trial ha evidenziato un ottimo profilo di sicurezza di dabigatran etexilato, con un rischio di emorragie maggiori comparabile a quello dell’aspirina. Dato, questo, molto rassicurante, che estende e rafforza il profilo di sicurezza di dabigatran già evidenziato nell’ambito della prevenzione primaria e secondaria dell’ictus cerebrale nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare. Da ultimo va sottolineato il ruolo svolto dai centri Italiani che, con gli oltre 250 pazienti randomizzati, hanno dato un contributo fondamentale, quantitativo e qualitativo, alla riuscita del trial, a conferma del ruolo della ricerca italiana nel panorama dei trial multicentrici internazionali”.

L’ESUS è una forma criptogenetica di ictus ischemico, ovvero di causa sconosciuta.[25]Un ictus viene classificato come ESUS quando sono state escluse altre possibili diagnosi.25,[26] Complessivamente, un ictus ischemico su 6 viene classificato come ESUS.25 Dopo un ESUS, la maggior parte dei pazienti viene trattata con terapia antiaggregante piastrinica come ASA[27];  tuttavia un paziente su 3 va incontro a recidiva di ictus entro cinque anni.[28]

Dabigatran non è approvato in alcun Paese come terapia per pazienti post-ESUS.

 

Lo Studio RE-SPECT ESUS

Studio randomizzato, in doppio cieco, di valutazione dell’efficacia e della sicurezza di dabigatran etexilato, inibitore orale diretto della trombina in confronto con acido acetilsalicilico (ASA), come terapia di prevenzione della recidiva di ictus nei pazienti che hanno subito un ictus embolico di origine indeterminata (RE-SPECT ESUS®)1

RE-SPECT ESUS® è uno studio in doppio cieco di Fase III di confronto fra dabigatran e ASA, come terapia di prevenzione di recidiva di ictus in pazienti che hanno subito un ictus embolico di origine indeterminata (ESUS).  5.390 pazienti sono stati arruolati dai centri che hanno partecipato allo studio a livello mondiale in oltre 40 Paesi. I pazienti sono stati randomizzati a dabigatran etexilato 150 mg due volte/die, con dosaggio aggiustato a 110mg due volte/die in pazienti ultra 75enni o con compromissione della funzionalità renale, e placebo di ASA 100 mg, o ASA 100 mg e placebo di dabigatran etexilato. L’endpoint primario di efficacia dello studio era quello di dimostrare una differenza statisticamente significativa, con un obiettivo di superiorità, fra dabigatran etexilato e ASA per il rischio di recidiva di ictus nei pazienti post-ESUS.1

L’endpoint primario di sicurezza ha valutato il rischio di sanguinamento maggiore (ISTH) tra i due trattamenti a confronto.

Boehringer Ingelheim

L’obiettivo di Boehringer Ingelheim, azienda farmaceutica basata sulla ricerca, è migliorare la salute delle persone e degli animali.  Nel perseguire questo obiettivo si focalizza su quelle patologie per le quali ad oggi non esistono opzioni terapeutiche soddisfacenti, concentrandosi sullo sviluppo di terapie innovative che possano allungare la vita dei pazienti. Nell’ambito della salute animale Boehringer Ingelheim si prodiga per una prevenzione avanzata.

Azienda a proprietà familiare sin dalla sua fondazione nel 1885, Boehringer Ingelheim è oggi una delle prime 20 aziende farmaceutiche al mondo. I suoi circa 50.000 addetti ogni giorno creano valore, attraverso l’innovazione, nelle sue tre aree di business: farmaceutici per uso umano, salute animale e biofarmaceutici. Con un fatturato netto di circa 17,5 miliardi di euro nel 2018, Boehringer Ingelheim ha investito in ricerca e sviluppo una somma pari a quasi 3,2 miliardi di euro ovvero il 18,1 % del fatturato netto.

Da azienda a proprietà familiare Boehringer Ingelheim ha una programmazione che abbraccia le generazioni, concentrandosi sul successo di lungo termine. L’azienda pertanto punta a una crescita interna basata su risorse proprie, e nel contempo è aperta a collaborazioni e alleanze strategiche nella Ricerca. In ogni sua attività, Boehringer Ingelheim è spontaneamente portata ad agire con responsabilità nei confronti dell’umanità e dell’ambiente.

Per maggiori informazioni visitate il sito

www.boehringer-ingelheim.com o consultate il Bilancio all’indirizzo: http://annualreport.boehringer-ingelheim.com.

Bibliografia

[1] Diener HC et al. Dabigatran for Prevention of Stroke after Embolic Stroke of Undetermined Source. N Engl J Med 2019; 380:1906-1917.

[1] Connolly SJ et al. Dabigatran versus warfarin in patients with atrial fibrillation. N Engl J Med. 2009;361:1139-51.

[1] Connolly SJ et al. Newly identified events in the RE-LY trial. N Engl J Med. 2010;363:1875-76.

[1] Connolly SJ et al. Additional Events in the RE-LY Trial. N Engl J Med. 2014;371:1464–5.

[1] Connolly SJ et al. The Long-Term Multicenter Observational Study of Dabigatran Treatment in Patients With Atrial Fibrillation (RELY-ABLE) Study. Circulation. 2013;128:237–43.

[1] Ezekowitz MD et al. Long-term evaluation of dabigatran 150 vs. 110 mg twice a day in patients with non-valvular atrial fibrillation. Europace. 2016;18:973–8.

[1] Cannon CP et al. Dual Antithrombotic Therapy with Dabigatran after PCI in Atrial Fibrillation. N Engl J Med. 2017;377:1513–24.

[1] Calkins H et al. Uninterrupted Dabigatran versus Warfarin for Ablation in Atrial Fibrillation. N Engl J Med. 2017;376:1627–36.

[1] Pollack CV et al. Idarucizumab for Dabigatran Reversal – Full Cohort Analysis. N Engl J Med. 2017;377:431–41.

[1] Pollack CV et al. Idarucizumab for Dabigatran Reversal. N Engl J Med. 2015;373:511–20.

[1] Eriksson BI et al. Oral dabigatran etexilate vs. subcutaneous enoxaparin for the prevention of venous thromboembolism after total knee replacement: the RE-MODEL randomized trial. J Thomb Haemost. 2007;5:2178–85.

[1] RE-MOBILIZE Writing Committee et al. Oral thrombin inhibitor dabigatran etexilate vs North American enoxaparin regimen for prevention of venous thromboembolism after knee arthroplasty surgery. J Arthroplasty. 2009;24:1–9.

[1] Eriksson BI et al. Dabigatran etexilate versus enoxaparin for prevention of venous thromboembolism after total hip replacement: a randomised, double-blind, non-inferiority trial.Lancet 2007;370:949–56.

[1] Eriksson BI et al. Oral dabigatran versus enoxaparin for thromboprophylaxis after primary total hip arthroplasty (RE-NOVATE II*). A randomised, double-blind, non-inferiority trial. Thromb Haemost. 2011;105:721–9.

[1] Schulman S et al. Dabigatran versus Warfarin in the Treatment of Acute Venous Thromboembolism. N Engl J Med. 2009;361:2342–52.

[1] Schulman S et al. Treatment of acute venous thromboembolism with dabigatran or warfarin and pooled analysis. Circulation. 2014;129:764–72.

[1] Schulman S et al. Extended Use of Dabigatran, Warfarin, or Placebo in Venous Thromboembolism. N Engl J Med. 2013;368:709–18.

[1] Eikelboom JW et al. Dabigatran versus warfarin in patients with mechanical heart valves. N Engl J Med. 2013;369:1206–14.

[1] Diener HC et al. Design of Randomized, double-blind, Evaluation in secondary Stroke Prevention comparing the EfficaCy and safety of the oral Thrombin inhibitor dabigatran etexilate vs. acetylsalicylic acid in patients with Embolic Stroke of Undetermined Source (RE-SPECT ESUS). Int J Stroke. 2015;10:1309–12.

[1] Ferro. JM. et al. Randomized evaluation of the safety and efficacy of dabigatran etexilate versus dose adjusted warfarin in patients with cerebral venous thrombosis (RE-SPECT CVT). Presentato martedì 10 maggio 2016 alla 2a edizione della Conferenza della European Stroke Organisation tenutasi a Barcellona (Spagna).

[1] Ageno W et al. RE-COVERY DVT/PE: Rationale and design of a prospective observational study of acute venous thromboembolism with a focus on dabigatran etexilate. Thromb Haemost.2017;117:415–21.

[1] Huisman MV et al. The Changing Landscape for Stroke Prevention in AF: Findings From the GLORIA-AF Registry Phase 2. J Am Coll Cardiol. 2017;69:777–85.

[1] Huisman MV et al. Design and rationale of Global Registry on Long-Term Oral Antithrombotic Treatment in Patients with Atrial Fibrillation: a global registry program on long-term oral antithrombotic treatment in patients with atrial fibrillation. Am Heart J.2014;167:329–34.

[1] Fanikos J et al. RE-VECTO: Idarucizumab drug administration surveillance program results. The Congress on Open Issues in Thrombosis and Hemostasis 2018 jointly with the 9th Russian Conference on Clinical Hemostasiology and Hemorheology. Abstract;68

[1] Hart RG et al. Embolic strokes of undetermined source: the case for a new clinical construct. Lancet Neurol. 2014;13:429–38.

[1] Saver JL.  Cryptogenic Stroke. N Engl J Med. 2016;374:2065–74.

[1] Hart RG et al. Embolic Stroke of Undetermined Source: A Systematic Review and Clinical Update. Stroke. 2017:48;867–72.

[1] Ntaios G et al. Embolic Strokes of Undetermined Source in the Athens Stroke Registry: An Outcome Analysis. Stroke. 2015;46:2087–93.

Archivi