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USA: Studi concentrati su come i virus eludono le difese immunitarie

Sistema riconoscimento patogeni

Sistema riconoscimento patogeni

Los Angeles – Ricercatori della University of Southern California (USC) hanno individuato un meccanismo molecolare che permette al virus dell’influenza di eludere la risposta del sistema immunitario. Lo studio e’ pubblicato sulla rivista Cell Host & Microbe.

“Abbiamo trovato un meccanismo legato ad un particolare proteina che assume un ruolo molto importante nel sistema di difesa dell’organismo umano nei confronti dei virus influenzali”, ha detto Jung Jae, professore e presidente del Dipartimento di Microbiologia e Immunologia Molecolare presso la Keck School of Medicine della USC, e principale autore dello studio.


“Insieme con i nostri studi precedenti (Nature 2007 e PNAS 2008), questo risultato potrebbe fornire ai ricercatori le informazioni necessarie per creare un nuovo farmaco che e’ in grado di rafforzare l’immunita’ e bloccare l’infezione e la replicazione dei virus”. Sono molteplici i recettori intracellulari responsabili dell’individuazione dei virus e dell’attivazione dei meccanismi di difesa del corpo. Quando l’RNA di un virus entra nel liquido intracellulare, un recettore noto come acido retinoico-inducibile gene-I (RIG-I) lo rileva e questo innesca una risposta che limita la replicazione del virus e invita le difese del corpo ad entrare in azione.

“RIG-I agisce come un sensore di forza e di sicurezza contro gli attacchi – spiega Jung -. Poi, una proteina nota come TRIM25 aiuta RIG-I a trasmettere un segnale di allarme, che fa scatenare, nei tessuti circostanti all’infezione, una vera e propria inondazione di antivirali interferoni”. I ricercatori della USC hanno scoperto che il virus influenzale A si e’ evoluto, integrando alcune proteine nel suo genoma per sfuggire al sistema di allarme basato sul gene RIG-I. In pratica il virus dell’influenza A attacca le proteine TRIM25 impedendo loro di lanciare l’allarme al sistema immunitario. In questo modo l’organismo non lo riconosce e non attiva le sue difese e il virus riesce a replicarsi tranquillamente nell’organismo.

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