ADUC: USA stanzia 4,5 mld per un…

NeoStem, con base nel New…

Perché il virus dell'influenza s…

  [caption id="attachm…

una nuova emergenza pediatrica: …

Caserta, 15 settembre 201…

AIDS: L'OMS traccia nuove linee …

Nuove linee guida di …

Metastasi ossee: l'inibizione di…

Ricercatori francesi hann…

Alimentazione: maggior assunzion…

[caption id="attachment_6…

Muscoli paralizzati durante il s…

Scoperto un nuovo meccani…

Tossicodipendenze: medici di fam…

La proposta, lanciata da …

Giornata Mondiale Sclerosi Multi…

Roma, 24 maggio 2016 – In…

Incontro Balduzzi-Mele: i pediat…

Il Ministro conferma: non…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Cellule staminali per riparare deformazioni del viso sfigurato dalla sindrome di Parry-Romberg

“Sto molto bene”, dice Jaume, uno dei due tredicenni sottoposti, in febbraio, a un intervento per ricostruire una grave deformazione facciale. “All’inizio non ci credevo, e’ stato un gran cambiamento”.
Per la prima volta in Europa, un’equipe del Servizio di Chirurgia Plastica e Ustioni dell’ospedale Vall d’Hebron di Barcelona, in collaborazione con il Servizio di Chirurgia Pediatrica, ha realizzato due interventi chirurgici con cellule staminali e rigenerative del tessuto adiposo degli stessi pazienti, per ricostruire il loro viso sfigurato dalla sindrome di Parry-Romberg. L’altra bambina era un caso piu’ grave: le difficolta’ sociali dovute alla patologia avevano addirittura costretto la famiglia a trasferirsi altrove. L’ospedale prevede altri due interventi dopo l’estate.

Questa patologia, d’origine sconosciuta e poco comune (riguarda 4 bambini ogni 100.000), fa la sua comparsa nei due primi decenni di vita e causa l’atrofia acuta e progressiva di meta’ del viso, in particolare del lato sinistro. Nei casi piu’ gravi coinvolge il sistema nervoso centrale, con emicranie, crisi convulsive e alterazioni neurologiche relative alla sensibilita’ e alla parola.


Il procedimento chirurgico dura 4-5 ore e non ha effetti secondari. Dopo la liposuzione addominale, meta’ dei lipidi e’ sottoposto a un processo asettico di degradazione enzimatica per ottenere cellule staminali, e cio’ che ne deriva viene mescolato con il resto del tessuto adiposo; si pulisce e s’impianta nelle zone da riempire. In precedenza s’utilizzavano del biomateriale e le tecniche di microchirurgia. Ora, le cellule staminali migliorano la qualita’ dei tessuti e aumentano la vascolarizzazione e il volume dell’imbottitura giacche’ liberano una grande quantita’ di ormoni locali e di fattori di crescita che continuano nel processo riparatore. In piu’, i risultati durano nel tempo.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi