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Tumori, batteri come “cavalli di Troia” per aggredire cellule malate

SYDNEY (29 giugno) – Ricercatori australiani hanno scoperto e sperimentato una maniera per superare la resistenza dei tumori ai farmaci, usando nanoparticelle come “cavalli di Troia”, per somministrare agenti terapeutici alle cellule cancerose e ucciderle. La nuova tecnica, sperimentata su topi e descritta sulla rivista Nature Biotechnology, consente di colpire direttamente con chemioterapia solo le cellule cancerose, come alternativa al trattamento corrente in cui i farmaci, iniettati nel paziente, attaccano anche le cellule sane.

In una prima fase le particelle, o minicellule, ricavate da batteri da cui è stato rimosso il materiale genetico, penetrano nelle cellule cancerose e le disarmano rilasciando molecole di acido ribonucleico. Queste disattivano la produzione delle proteine che rendono le cellule cancerose resistenti alla chemioterapia.

In una seconda ondata una settimana dopo, le minicellule chiamate EDV (EnGeneIC Delivery Vehicle), caricate con farmaci anticancro, vengono accettate nelle cellule cancerose e le uccidono. «Il bello è che le nostre EDV operano come ‘cavalli di Troia. Arrivano alle porte delle cellule malate e viene sempre permesso loro di entrare», scrive la professor Jennifer MacDiarmid, coautrice dello studio. «Così battiamo le cellule maligne al loro stesso gioco. Loro attivano il gene che produce la proteina per resistere ai farmaci, e noi disattiviamo il gene in modo che i farmaci possano entrare».

Le sperimentazioni umane inizieranno la prossima settimana presso il Cancer Centre del Royal Melbourne Hospital con la collaborazione di scienziati dell’università di Melbourne, su pazienti di tumori solidi alla testa, al collo, ai polmoni, fegato e colon.

MacDiarmid ha osservato che le cellule cancerose resistenti ai farmaci sono la più grande minaccia alla sopravvivenza di lungo termine dei pazienti di cancro. Mentre i farmaci uccidono la maggior parte delle cellule malate, un piccolo numero di cellule cancerose può produrre proteine che le rendono resistenti alla chemioterapia. I tumori diventano così intrattabili e continuano a prosperare, uccidendo il paziente.

Il Messaggero.it

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