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HIV: in Sudafrica parte il trial clinico di due vaccini

Diagramma realizzazione vaccino contro il West Nile virus

Diagramma realizzazione vaccino contro il West Nile virus

Città del Capo, 20 lug. – Al via, in Sudafrica, i test clinici su due vaccini messi a punto in collaborazione con gli Stati Uniti. L’annuncio arriva mentre il Paese ospita la V Conferenza dell’International Aids Society, che si è aperta ieri sera a Città del Capo con gli interventi, fra gli altri, del premio Nobel per la medicina 2008 Francoise Barre-Sinoussi e del presidente sudafricano, Kgalema Motlanthe. I trial di fase I, per valutare la sicurezza dei prodotti, coinvolgeranno 36 volontari sani, ha spiegato Anthony Mbewu, presidente del Medical Research Council finanziato dal Governo sudafricano.


I candidati vaccini sono stati sviluppati all’università di Città del Capo, con l’aiuto tecnico degli esperti dei National Institutes of Health americani. Un bel risultato per un Paese in via di sviluppo, che conta ben 5,7 milioni di sieropositivi. La sperimentazione comincia oggi a Langa, Comune di Città del Capo, secondo quanto annunciato dal vicepresidente Motlanthe, che si è detto “felice che i ricercatori sudafricani abbiano un ruolo importante nel cercare di comprendere la patogenesi del virus e nel partecipare a trial clinici su vaccini e microbicidi. Allo stesso modo sono felice che molti di questi trial vengano condotti in Sudafrica, nel rispetto di severe regole etiche”.

Dal ’99, quando i ministeri locali della Salute e della Scienza e tecnologie hanno finanziato il programma per i vaccini con 250 milioni di rand (2,5 mld di euro circa) in 10 anni, 250 ricercatori e tecnici hanno lavorato al progetto. L’obiettivo non è solo sviluppare un vaccino contro il sottotipo C del virus Hiv, il più diffuso nell’Africa meridionale, ma anche fare in modo che, una volta prodotto, possa essere disponibile a un prezzo accessibile.

Certo si tratta di un investimento a lungo termine, viste le difficoltà di arrivare a un vaccino preventivo realmente efficace, e i test potrebbero concludersi in un nulla di fatto. Diversi gruppi di attivisti criticano tale strategia, obiettando che tante risorse potrebbero essere investite in prevenzione ed educazione. Ma per Mbewu, “il vaccino è ciò di cui il Sudafrica ha bisogno”. Non solo. Sviluppare la ricerca, la capacità e le tecnologie per lo sviluppo e la produzione di vaccini potrebbe rivelarsi utile anche contro l’influenza A, ha sottolineato.


(Adnkronos Salute)

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