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Le tecniche di riproduzione assistita possono alterare l’espressione genica


I bambini nati con queste metodologie potrebbero sviluppare problemi di metabolismo


Uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Baltimora (Usa) mette l’accento sul fatto che le tecniche di riproduzione assistita possano modificare l’espressione di geni che sono importanti per il metabolismo e il trasporto di sostanze nutritive nella placenta.


Questa ricerca mette in discussione le poche certezze che si hanno sugli effetti a lungo termine delle fecondazioni in vitro e le tecniche di riproduzione assistita che sono utilizzate da ormai milioni di persone in tutto il mondo. Dai dati raccolti si è suggerito che molti bambini nati con queste metodologie potrebbero sviluppare o abbiano già sviluppato problemi di metabolismo come pressione sanguigna elevata, maggiore tendenza al sovrappeso e all’obesità e livelli di glucosio nel sangue elevati anche a digiuno.



Lo studio è stato condotto su topi nati utilizzando queste stesse tecniche e ha mostrato che gli animali hanno avuto problemi metabolici come quelli citati. I ricercatori suggeriscono che questo può essere dovuto al fatto che un’alterata espressione dei geni nella placenta interferisce con il sano sviluppo del feto. In più, queste modifiche alterano il trasferimento delle sostanze nutritive e dei fattori di crescita tra madre e bambino, tanto che possono contribuire a un aumento del peso corporeo e a una diminuita tolleranza agli zuccheri.

A motivo di ciò, tuttavia, il dr. Kellie Tamashiro sottolinea che è prematuro affermare che i dati raccolti si possano collegare all’uomo, ma se è importante approfondire questi studi per verificarne l’applicabilità all’uomo e altresì importante riuscire a stabilire se e quanto sono sicure per madre e figlio le tecniche di fecondazione assistita.




ScienceDaily.com

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