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Progetto GENOMEL affronta il melanoma

Ricercatori del progetto GENOMEL (“Genetic and environmental determinants of melanoma: translation into behavioural change”), finanziato nell’ambito del Sesto programma quadro (6° PQ) dell’UE con ben 10,45 Mio EUR, stanno studiando i fattori di rischio genetici e ambientali del melanoma. I primi risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Genetics.

È possibile ottenere risultati proficui in studi del genoma su larga scala quando esiste una solida collaborazione e una valida rete di contatti tra ricercatori di tutto il mondo. Un esempio significativo è il progetto quinquennale GENOMEL, che terminerà nel 2010.

I partner del progetto GENOMEL stanno cercando di sviluppare una piattaforma europea multidisciplinare avente diversi obiettivi: lo sviluppo di risorse e attività condivise; l’identificazione di nuovi geni che indicano una predisposizione e la comprensione del ruolo di questi geni nei tumori; lo studio dell’interazione genotipo/fenotipo e dell’interazione gene/ambiente per i geni di predisposizione conosciuti, tra gli altri obiettivi.

Gli ultimi risultati ottenuti dal progetto mostrano un legame tra il rischio di melanoma e le regioni associate alla pigmentazione della pelle e una nuova regione del genoma. I polimorfismi a singolo nucleotide (single-nucleotide polymorphism o SNP) sono piccole variazioni nella sequenza del nucleotide che costituiscono l’acido deossiribonucleico (DNA) e possono essere collegati a diverse malattie genetiche, secondo quanto sostenuto dal GENOMEL.

I partner del progetto hanno esaminato 4.336 individui di controllo e 1.650 pazienti affetti da melanoma e probabile predisposizione genetica sconosciuta (per es. pazienti con melanoma ereditario, melanoma multiplo o melanoma a meno di 40 anni, che non presentano mutazioni nei geni ereditari del melanoma). I ricercatori hanno poi replicato lo studio su un altro campione (1.163 pazienti e 903 soggetti di controllo) in modo da dare ulteriore sostegno ai risultati dello studio.

GENOMEL ha identificato 5 loci (sui cromosomi 2, 5, 9, 11 e 16) con SNP genotipizzati o presunti e ha replicato 3 di questi loci.

Due di queste regioni – sui cromosomi 11 e 16 – fanno parte dei geni TYR (tirosinase) e MC1R (recettore melanocortina-1), che sono collegati alla pigmentazione della pelle, alla comparsa delle lentiggini e alla sensibilità alla luce solare. Studi precedenti avevano identificato questi geni come fattori di rischio. La terza regione è sul cromosoma 9. Secondo i partner, essa rappresenta un nuovo fattore di rischio e dovrebbe essere sottoposta a ulteriori studi.

“Le analisi di regressione logistica multipla dei tre loci sui cromosomi 9, 11 e 16 hanno mostrato prove significative che i sei SNP sono legati al rischio di melanoma,” hanno scritto gli autori. Solo il cromosoma 5 non ha mostrato alcuna prova di replicazione.

Il consorzio GENOMEL è riuscito a identificare i fattori di rischio di sviluppare melanomi comuni alla popolazione di Europa e Australia. I fattori di rischio della pigmentazione comprendono la pelle chiara, gli occhi azzurri o verdi, i capelli biondi o rossi, la sensibilità al sole o l’incapacità di abbronzarsi.

Nonostante la variabilità genetica e le grandi differenze nel livello di esposizione al sole, i ricercatori hanno detto che tutti e tre i loci identificati come aventi variazioni genetiche hanno un effetto simile in tutti i gruppi di popolazione (a seconda del luogo di origine).

“Sono necessari ulteriori studi per valutare se i loci caratterizzati da questo studio agiscono principalmente attraverso fenotipi associati al melanoma e/o hanno associazioni indipendenti con il rischio di melanoma,” hanno scritto gli autori.

Il progetto GENOMEL è guidato dall’Università di Leeds nel Regno Unito. Tra gli altri partner del progetto ricordiamo l’Institut d’Investigacions Biomèdiques August Pi i Sunyer (IDIBAPS) in Spagna, il Centro di studio e ricerca biomedica lettone in Lettonia, la Pomeranian Medical University in Polonia, l’Università dello Utah negli Stati Uniti, la Servicexs B.V. nei Paesi Bassi, il Queensland Institute of Medical Research in Australia, l’Università di Tel Aviv in Israele e l’Istituto Gustave Roussy in Francia.

Per maggiori informazioni, visitare:

GENOMEL:
http://www.genomel.org/

Nature Genetics:
http://www.nature.com/ng/index.html

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