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Superspermatozoi e tassi di infertilità crescente. Salvate la cicogna.

L’evoluzione della specie rema contro la cicogna. O almeno questo è quanto sembra suggerire uno studio dell’ateneo di Tel Aviv, che punta il dito contro superspermatozoi troppo potenti e veloci, al punto da finire per far lievitare i tassi di infertilità. Secondo gli studiosi israeliani, infatti, inquinamento, stress, infezioni e altri fattori anti-cicogna non sono sufficienti, da soli, a spiegare l’alto numero di coppie che non riesce ad avere un bebè. La natura, di fronte agli ostacoli per gli aspiranti mamme e papà, ha tentato di cambiar le cose, finendo per complicare ulteriormente la faccenda.


Secondo il biologo evoluzionista Oren Hasson, infatti, l’organismo maschile si è armato per superare ostacoli e barriere, finendo però per produrre uno ‘sperma Rambo’ che accende la polispermia, patologia che comporta la penetrazione di più spermatozoi all’interno dell’ovulo, facendo saltare il processo di fecondazione. La ricerca, basata su una serie di statistiche e modelli matematici ad hoc, mostra che l’organismo femminile, con il passare delle stagioni, si è armato di extra difese per far sì che lo sperma diventasse più competitivo, e per vincere, parallelamente, gli ostacoli prodotti dalla polispermia.

La penetrazione di più spermatozoi è infatti evitata da una serie di accorgimenti messi in atto dall’ovulo, che attiva una serie di difese biochimiche per evitare le conseguenze fatali della polispermia. Ma secondo Hasson, che con la sua ricerca ha guadagnato le pagine della rivista ‘Biological Reviews’, per vincere gli ostacoli e arrivare alla meta lo sperma è diventato, in molti casi, troppo potente e veloce, tanto da contribuire a far lievitare i tassi di infertilità che inducono sempre più coppie a cercare un figlio in provetta.

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