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Tiroide: la memoria dei recettori

È frutto di uno studio condotto dai  ricercatori dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con l’Istituto Auxologico, e le università di Genova e Würzburg, il lavoro pubblicato su PLoS Biology il 18 agosto, con il titolo “Persistent cAMP-Signals Triggered by Internalized G-Protein-Coupled Receptors”.

Studiando il recettore GPCR presente sulla superficie delle cellule tiroidee che attiva la risposta dell’ormone tireostimolante (TSH), il gruppo di ricercatori ha dimostrato per la prima volta, che, diversamente da quanto ritenuto finora, i recettori soggetti a stimolazione prolungata restano attivi anche una volta giunti all’interno della cellula, continuando a trasmettere il loro segnale anche dopo il cosiddetto processo di internalizzazione recettoriale.

Il messaggio generato dai recettori “all’interno” della cellula è diverso da quello inviato dai recettori presenti sulla superficie cellulare, poiché è prolungato e produce effetti specifici.

Questi risultati aprono nuove e importanti prospettive sia sul ruolo dell’internalizzazione che funzionerebbe come un meccanismo di memoria capace di protrarre la risposta della cellula a una determinata sostanza anche dopo il suo allontanamento, che sulla possibilità di raggiungere, tramite i recettori, bersagli lontani dalla superficie cellulare, come il nucleo.

Il lavoro rivoluziona il modello attualmente accettato del funzionamento dei GPCR e fornisce una possibile spiegazione delle modalità con cui si instaurano alcune malattie tiroidee, come quelle da aumentata funzione (ipertiroidismo) e il gozzo, caratterizzate da una persistente attivazione del recettore del TSH, aprendo la strada all’identificazione di nuovi strumenti terapeutici.

Per  informazioni:
Dr. Davide Calebiro
Dipartimento di Scienze Mediche Università degli Studi di Milano
e IRCCS Istituto Auxologico Italiano
Tel. 02 61911 3043 ( 2432)
E-mail: davide.calebiro@unimi.it

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