Prostatanonseisolo.it: il portal…

Milano, 21 giugno 2013 - …

La prima molecola sperimentale i…

La prima molecola sperime…

Laser contro i cuscinetti di gra…

Addio lunghe degenze e fa…

Cancro al rene: il parere del pa…

Quando due farmaci hanno …

Paracetamolo: migliora resistenz…

Il paracetamolo ha un eff…

Le trasformazioni dei batteri in…

Le colonie di batteri ben…

Tessuti e organi umani 'in vitro…

[caption id="attachment_1…

Novità in endocrinologia al Cong…

ABSTRACT RELATORI   …

Magnesio contro il declino cogni…

Mentre una carenza di mag…

Anche in un carcere si tiene la …

Nel carcere di Badu ‘e Ca…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Angina cronica: alta la percentuale di pazienti costretti a sopportare dolori

diagramma angina

diagramma angina

Un paziente su tre con angina cronica soffre di frequenti dolori al petto, che influiscono sulla sua qualita’ della vita. Lo ha rivelato il piu’ grande studio sulla malattia, svolto dall’Universita’ di Adelaide e dalla Servier Australia e pubblicato sugli Archives of Internal Medicine. Lo studio, che ha analizzato oltre 2 mila pazienti con angina cronica in tutta l’Australia, ha rivelato che questa malattia causa dolori piu’ frequentemente del previsto.
“Il 29 per cento dei pazienti soffre di dolori al petto almeno una volta alla settimana, nonostante i trattamenti odierni”, ha detto John Beltrame, ricercatore dell’Universita’ di Adelaide a capo dello studio. “Oltre il 60 per cento dei pazienti ha detto che la loro angina limitava le possibilita’ di godersi la vita”, ha aggiunto. Per Beltrame, i pazienti con angina sono attualmente sotto programmi terapeutici molto accurati, che controllano peso, colesterolo e pressione sanguinea. “Tuttavia, l’unico sintomo dei quali i pazienti si lamentano, i dolori al petto, non viene considerato da nessun trattamento specifico”, ha detto Beltrame. “Questo studio ci mette di fronte a molte sfide”, ha detto Nigel Stocks, dell’Universita’ di Adelaide. “I medici dovranno da ora in poi monitorare il dolore dei loro pazienti e incoraggiarli a riportare gli episodi di dolore ricorrente”, ha concluso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: