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Il ruolo del selenio nella riduzione del cancro al colon

Il selenio è da molti ritenuto un efficace antiossidante. È presente in molti alimenti tra cui pesce, noci, cereali e uova, ma la maggioranza delle persone ne è carente a causa di una dieta scorretta.
Da quando si è ritenuto che questo minerale potesse rallentare il processo d’invecchiamento è stato oggetto di interesse da parte del “marketing della salute” tanto che si trova in commercio sottoforma di integratore in numerosi preparati.
Dopo un periodo di boom in cui le aziende si sono lanciate in grandi campagne pubblicitarie per invogliare i consumatori ad acquistare i loro prodotti ritenuti salutari, se ne è sentito parlare un po’ meno. Ora, l’attenzione si è nuovamente rinnovata a seguito di uno studio australiano.

I cibi che contengono buone concentrazioni di selenio

I cibi che contengono buone concentrazioni di selenio


I ricercatori del Flinders Centre for Cancer Prevention and Control presso l’Adelaide Flinders University hanno condotto uno studio per il quale suggeriscono che l’assunzione equilibrata di selenio abbasserebbe il rischio di sviluppare il cancro all’intestino.

Secondo il dr. Graeme Young dietro al mancato processo di apoptosi – un comportamento cellulare che prevede il suicidio delle stesse quando si “rendono conto” di non funzionare correttamente – c’è il tumore e le sue cellule che ne impediscono il normale svolgimento. In questo modo, le cellule tumorali diventato, per così dire, immortali.
Il selenio, invece, favorirebbe l’apoptosi facilitando il riconoscimento da pare della cellula che qualcosa non funziona e promuovendo il suicidio: un processo di protezione dell’organismo.
Ma non solo, secondo i ricercatori il selenio si ritiene possa ridurre i danni al Dna delle cellule rendendole meno inclini a un comportamento anomalo.

Un precedente studio, condotto su modelli animali, ha mostrato che nei topi a cui era stato somministrata una dose extra di selenio, l’incidenza del cancro all’intestino si è ridotta del 60%.
Un altro studio di follow-up su 23 persone sane, di età superiore ai 50 anni, che hanno integrato con il selenio l’assunzione di latte giornaliera, ha indicato un simile effetto protettivo.
Dalle analisi si è scoperto che sia i topi che gli esseri umani avevano alti livelli di GPx-2 nell’intestino, un potente antiossidante. Il ridotto rischio di sviluppare il cancro all’intestino è stato collegato alla presenza del GPx-2.

Se da un lato la dose giornaliera raccomandata (Rda) di selenio è di 50 mg, per ottenere questi risultati pare bisogni assumerne circa 150 mg. Tuttavia, avverte Young, in dosi troppo elevate il selenio può essere tossico. Bisogna quindi fare attenzione a non decidere da sé in quali dosi assumerlo, ma rivolgersi sempre al proprio medico.
Mettendo insieme i risultati ottenuti da due studi, gli scienziati hanno ipotizzato che il minerale possa essere un agente potenzialmente utile nel ridurre il rischio di tumore in generale.

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