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Chirurgia carotidea: diventa preventiva e senza complicanze per la prima volta

(ASCA) – Roma – Al Neuromed di Pozzilli grazie ad uno studio svolto su oltre cento pazienti, per la prima volta al mondo, si puo’ ritenere che, grazie all’uso di una particolare tecnica che aggiunge all’utilizzo dei potenziali somatosensoriali anche i potenziali evocati motori, la chirurgia carotidea puo’ definirsi chirurgia assolutamente preventiva e senza complicanze.

Cio’ e’ stato possibile grazie ad un sistema di monitoraggio continuo intraoperatorio che viene impiegato dal momento dell’induzione dell’anestesia al paziente fino al suo risveglio.

Lo studio e’ stato svolto interamente in Neuromed ed e’ nato dalla collaborazione tra U.O.C. di Anestesia e Rianimazione, diretta dal dr. Fulvio Aloj e l’U.O.C. di Chirurgia Vascolare e Endovascolare diretta dal dr. Francesco Pompeo, con l’ausilio del consulente scientifico prof. Elio Franco, Docente di Chirurgia Vascolare presso la scuola di specializzazione dell’Universita’ ”Federico II” di Napoli e Direttore della U.O.C. di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare della A.O. ”Rummo” di Benevento.

I benefici della endoarteriectomia carotidea (EA) in pazienti con stenosi sono stati dimostrati in innumerevoli trials nazionali ed internazionali. Esistono pero’ delle controversie sia sugli aspetti tecnici che sui risultati della disostruzione carotidea, ma soprattutto non esiste allo stato un sicuro monitoraggio intraoperatorio che eviti le complicanze del clampaggio carotideo. Significativa e’ la percentuale di incidenti cerebrovascolari che si verificano durante la chirurgia carotidea, fino a giungere a ictus fatale soprattutto nelle fasi di clampaggio in cui puo’ verificarsi l’insufficienza dei circoli collaterali.

Ai potenziali somatosensoriali, gia’ di utilizzo, gli esperti del Neuromed hanno aggiunto i potenziali evocati motori, in tal modo da tener sotto controllo l’integrita’ funzionale del sistema nervoso del paziente durante tutta la durata dell’intervento effettuato in anestesia generale con particolare tecnica anestetica.

Una caduta della registrazione di tale potenziale sta a significare una non corretta perfusione di alcune zone cerebrali (cui consegue il deficit) che puo’ essere evitata inserendo uno shunt temporaneo. In tal modo si puo’ effettuare un intervento di EA Carotidea anche in pazienti poco collaboranti, ansiosi e/o con deficit dell’udito e cognitivi, tranquillamente in anestesia generale.

Con tale metodica si evitano tutte le complicanze dell’ischemia da camplaggio, potendo assicurare un risultato intra e postoperatorio sicuro, poiche’ tutte le funzioni cerebrali sono completamente monitorate. Tale intervento, anche se effettuato in anestesia generale, risulta piu’ breve rispetto all’intervento svolto in anestesia generale con risveglio intraoperatorio nella fase di clampaggio poiche’ viene ad essere abolito tutto il tempo necessario al risveglio intraoperatorio.

Tale tecnica pero’ deve essere svolta in centri all’avanguardia che prevedono oltre al chirurgo e all’anestesista anche la presenza del tecnico di neurofisiopatologia.

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