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Carcinoma della tiroide: terapie innovative all’Ospedale di Perugia

Roma, 12 gen. – Sono 16 ogni 100 mila donne i nuovi casi di carcinoma della tiroide che si registrano in Umbria dove nel 2010 sono attese 80-100 diagnosi del tumore. Ora le terapie piu’ appropriate possono essere eseguite anche presso l’Azienda ospedaliera di Perugia con la apertura delle degenze protette presso le strutture complesse di medicina nucleare. Lo ha reso noto lo stesso ospedale perugino in un comunicato, sottolineando che la malattia nella maggior parte dei casi e’ curabile con completa guarigione dei pazienti (85% dei casi).


Questo alto indice di guarigione dipende – e’ stato spiegato – da un lato dalla frequenza con cui oggi vengono poste diagnosi precoci di una malattia poco aggressiva e a lenta evoluzione, dall’altro dalla efficacia delle terapie che vengono messe in campo. I cardini della terapia sono rappresentati dalla chirurgia e dal trattamento con radioiodio, un isotopo radioattivo che nella fase post-chirurgica, in modo altamente specifico e selettivo e con scarsi effetti collaterali, permette di distruggere eventuali residui della malattia. L’Azienda ospedaliera ha quindi sottolineato che le terapie disponibili presso medicina nucleare rappresentano ‘l’ultimo tassello per completare il ciclo delle terapie appropriate’. Si tratta di quattro stanze poste all’interno della struttura di radioterapia , attrezzate per la somministrazione di radio farmaci, nel ‘pieno rispetto’ delle norme di radioprotezione per assicurare ‘la completa sicurezza per il paziente e per gli operatori’. Un impianto video-citofonico – e’ detto ancora nella nota – consente il costante monitoraggio dei degenti da parte del personale infermieristico, con la possibilita’ da parte di quanti usufruiranno delle prestazioni di poter utilizzare telefono, televisore e collegamento ad Internet.

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