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Sclerosi multipla: si vuol concretizzare l’ipotesi della terapia orale contro la progressione della malattia

Più vicina la prima pillola contro la sclerosi multipla, una malattia che colpisce oltre 2 milioni e mezzo di persone nel mondo, soprattutto giovani adulti fra i 20 e i 40 anni. Il colosso svizzero Novartis ha inoltrato alle autorità regolatorie americana ed europea, Fda ed Emea, la richiesta di via libera al Fingolimod, farmaco da somministrare per bocca, capostipite di una nuova famiglia di principi attivi (i modulatori del recettore della sfingosina 1-fosfato) che riducono l’infiammazione e possono avere un’azione diretta sulle cellule del sistema nervoso centrale. Il dossier sottoposto alle agenzie Usa e Ue si basa sui risultati dei due studi registrativi di fase clinica III «Transforms» e «Freedoms», pubblicati sul «The New England Journal of Medicine».

GLI STUDI – Le sperimentazioni cliniche hanno valutato fingolimod alle dosi di 0,5 e 1,25 milligrammi, dimostrando l’efficacia e la tollerabilità della molecola e un miglior profilo rischio-beneficio per la dose 0,5 mg, oggetto della richiesta di autorizzazione indirizzata a Fda ed Emea. Nello studio Transforms, durato un anno e condotto su 1.292 pazienti, fingolimod 0,5 mg ha ridotto le ricadute del 52% (-38% al dosaggio 1,25 mg) rispetto a interferone beta-1a per via intramuscolare. Nello studio di due anni Freedoms su 1.272 pazienti, rispetto al placebo fingolimod ha ridotto il tasso di ricadute del 54% alla dose di 0,5 mg e del 60% a 1,25 mg. Il farmaco ha anche diminuito il rischio di progressione della disabilità a 3 e 6 mesi, del 30% e del 37% rispettivamente al dosaggio di 0,5 mg e del 32% e 40% a 1,25 mg. In entrambi gli studi, la terapia ha ridotto in modo statisticamente significativo le lesioni cerebrali attive valutate con la risonanza magnetica. L’adesione al trattamento è stata migliore per i pazienti del gruppo 0,5 mg, dose in cui gli effetti collaterali (comunque transitori, precisa Novartis) sono stati inferiori. L’incidenza globale di infezioni è stata simile in tutti i gruppi, pur con un leggero incremento di infezioni polmonari (soprattutto bronchiti) nei pazienti trattati con fingolimod. Anche l’incidenza di neoplasie è risultata simile nei gruppi controllo e nei gruppi fingolimod, con casi più frequenti nel gruppo trattato con fingolimod per lo studio di un anno, mentre i casi sono stati più frequenti nel gruppo placebo per il trial di due anni.

IL COMMENTO – «Fingolimod, grazie al suo innovativo meccanismo d’azione, potrà rappresentare per medici e pazienti un importante passo avanti nella lotta contro la sclerosi multipla», commenta il neurologo dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano Giancarlo Comi, coordinatore dei centri italiani partecipanti a Transforms. «Con una comoda somministrazione giornaliera orale, si è dimostrato infatti in grado di ridurre le ricadute e la progressione della disabilità con benefici clinici mantenuti anche nel trattamento a lungo termine», sottolinea l’esperto. «Le attuali terapie disease-modifying per la sclerosi multipla recidivante-remittente sono somministrate per via iniettiva o per infusione, e ciò può influire negativamente sulla tollerabilità e sull’aderenza al trattamento», osserva dagli Usa Jeffrey Cohen, del Cleveland Clinic Mellen Center per il trattamento e la ricerca nella sclerosi multipla. Gli studi su fingolimod conclusi e la loro estensione comprendono oltre 2.300 pazienti con circa 4 mila pazienti/anno di esposizione, inclusi alcuni ormai al sesto anno di trattamento. La sicurezza e la tollerabilità del farmaco in compresse è stata valutata anche in base ai dati di circa altri mille pazienti, che provengono da studi tuttora in corso nella sclerosi multipla.

A Placebo-Controlled Trial of Oral Fingolimod in Relapsing Multiple Sclerosis
Aggiornato il 22 gen 2010 alle 14:09

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