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Tumori associati alla menopausa come cancro al seno: progetto PROMETEO per cure migliori

Roma, 1 feb – Migliorare la qualita’ della vita dei 31.000 nuovi casi di tumore della mammella, che si registrano all’anno in Italia, di cui circa 2.000 riguardano giovani donne di eta’ inferiore ai 40 anni. Obiettivi del PROgetto MEnopausa e TErapie Oncologiche – PROMETEO, Centro di diagnosi e cura dei sintomi e segnali di menopausa nelle donne sottoposte a trattamenti oncologici, promosso dall’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma (IRE) che ha richiamato numerosi esperti per discutere sulle prospettive delle cure personalizzate. ”Si tratta di uno dei rari Centri Specialistici in Italia che si prende cura delle donne con malattia oncologica pregressa o in atto – spiega Luciano Mariani, responsabile degli ambulatori ginecologici dell’Istituto Regina Elena -. La nostra attenzione e’ rivolta soprattutto alle donne in cui lo stato di menopausa viene indotto direttamente o indirettamente dai trattamenti per la cura della patologia neoplastica ed e’ strutturato in senso multidisciplinare.” Significativo e’ l’aumento della sopravvivenza da questa malattia grazie al miglioramento delle tecniche diagnostiche e delle modalita’ terapeutiche e l’impegno clinico teso al recupero della qualita’ di vita delle donne colpite da questa malattia. L’utilizzo di farmaci per la terapia ormonale del tumore della mammella, come il Tamoxifene o Inibitori dell’Aromatasi, e’ da un lato indispensabile nella cura, in quanto garantisce un’importante riduzione della recidiva, ma dall’altro lato comporta rilevanti effetti collaterali, primo fra tutti la menopausa precoce ed i sintomi ad essa correlati.

”Le donne operate per carcinoma della mammella – afferma Patrizia Vici, responsabile dell’SSO sul carcinoma della mammella, Oncologia Medica B dell’Istituto Regina Elena – fortunatamente hanno una lunga aspettativa di vita, e pertanto l’obiettivo di noi oncologi e’ quello di ottenere la migliore qualita’ di vita possibile per queste donne” Di grande importanza e’ ”l”individuazione e la gestione ‘corretta’ degli effetti collaterali – continua la specialista -, a breve e lungo termine, noti e meno noti, delle terapie ‘precauzionali’ utilizzate in questi casi, nonche’ la conoscenza di altre problematiche emergenti, quali le interferenze farmacologiche causate da alcuni farmaci di supporto”. Un esempio: ”Alcuni antidepressivi, possono interferire pesantemente con l’efficacia di alcune terapie oncologiche ”ormonali”, oppure – spiega Vici – , la presenza di alcune varianti geniche individuali possono controindicare la scelta di uno specifico trattamento. Non meno importante e’ la collaborazione con altri specialisti, in particolare i ginecologi, che si trovano frequentemente a gestire le nostre pazienti sulle problematiche ”ginecologiche” e non, quali secchezza vaginale, riduzione della libido, aumento di peso, algie osteoarticolari e osteoporosi, depressione, vampate etc. affinche’ vengano effettuate prescrizioni congrue e non dannose per la paziente”.

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